Anaao Assomed Toscana, soddisfazione per vittoria lista “Eticamente Medici”

In un comunicato stampa che riportiamo, Anaao Assomed Toscana esprime soddisfazione per la lista “Eticamente Medici” che ha vinto le elezioni per l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Firenze. Entrano a far parte del Consiglio ben 11 Colleghi candidati nella lista “Eticamente Medici”, di cui 3 iscritti alla nostra Associazione che ha fornito un contributo organizzativo e programmatico importante per la conquista della vittoria. La Prof.ssa Teresita Mazzei, prima degli eletti con 1200 voti e candidata alla presidenza dell’Ordine, potrà contare su una larga maggioranza nel consiglio, auspicando che questo successo permetta un confronto sereno e costruttivo con i 4 Colleghi eletti nella lista concorrente. La straordinaria partecipazione dei Colleghi al voto rappresenta un patrimonio comune e un dato eclatante e di assoluto valore nazionale: ben 3200 Medici, circa il 40% degli aventi diritto. Indubbiamente, i Medici fiorentini hanno voluto e saputo intercettare la volontà di cambiamento rispetto alle gestioni passate. La loro partecipazione rappresenta una chiarissima legittimazione per chi guiderà l’Ordine nei prossimi tre anni ed anche una grande responsabilità.
Le linee programmatiche proposte dovranno essere rapidamente messe in campo e perseguite nel lavoro quotidiano del nuovo consiglio. L’Ordine, innanzitutto, dovrà diventare la “Casa comune” di tutti i Medici. Le istanze, le esigenze, le preoccupazioni espresse dal nostro mondo professionale dovranno trovare ascolto e, per quanto possibile, soluzioni concordate in modo collegiale. Le sedici commissioni previste dal programma della lista dovranno rappresentare la struttura di discussione allargata e di proposta relativamente alle tematiche principali che interessano il nostro mondo professionale.
L’impegno nei confronti dei nostri giovani Colleghi dovrà rappresentare la priorità dell’azione del nuovo consiglio. Tra gli obiettivi da perseguire, ricordiamo la laurea abilitante alla professione e lo sblocco del cosiddetto “imbuto formativo” che i laureati in Medicina e Chirurgia si trovano di fronte al momento di accedere alle scuole di specializzazione o ai corsi di formazione per medico di medicina generale. Siamo davanti ad una fonte non trascurabile di precariato e di rischio reale di caduta del valore etico della professione che va rapidamente superata anche con proposte fortemente innovative.
Un’altra tematica, oggi molto importante dal punto di vista del cambiamento sia sociologico che demografico, da porre al centro dell’attenzione del consiglio, è rappresentata dal sempre crescente numero di donne presenti all’interno della nostra professione. Le Colleghe, come è scritto nel programma, non dovrebbero essere considerate soltanto in funzione delle maggiori tutele eventualmente richieste (gravidanze, orari part-time, asili nido ecc.), ma anche e soprattutto come un’importante risorsa in termini di idee preziose per lo svolgimento di una professione sempre più attenta sia a privilegiare un rapporto più empatico con il paziente che a creare un clima di lavoro quanto più sostenibile, inclusivo e sereno possibile.
Un lavoro rilevante dovrà essere svolto per recuperare il ruolo sociale dei Medici, promuovendone la centralità istituzionale, in un rinnovato confronto con la politica basato sulla autonomia e la responsabilità delle parti, ed adeguandolo alle moderne istanze espresse dai cittadini, recuperando la fisiologia del rapporto medico/paziente, oggi negativamente condizionato dal degrado organizzativo delle strutture sanitarie e dai crescenti obblighi burocratici che sottraggono tempo a quell’ascolto e dialogo con i pazienti che è anche tempo di cura.
Infine una particolare attenzione dovrà essere posta alla sostenibilità del nostro sistema sanitario in termini di finanziamento, oggi palesemente inadeguato a garantire i nuovi LEA, ma anche di appropriatezza delle prestazioni erogate. Si tratta di utilizzare al meglio le scarse risorse disponibili evitando che gli aspetti economici e burocratici prevalgano sulla qualità delle cure e che il degrado degli standard organizzativi sia di ostacolo all’espressione del libero esercizio della professione medica, incrementando il rischio clinico.