Anatomia Patologica: migliora la qualità diagnostica grazie a una nuova tecnica

Si tratta della telepatologia, un moderno sistema che consente di trasformare i vetrini, tradizionalmente osservati attraverso il microscopio in immagini digitali per confronti a distanza con altri professionisti

Su questo argomento si è svolto sabato scorso a Siena un importante corso di aggiornamento aziendale, organizzato dall’Area Funzionale Dipartimentale di Anatomia Patologica della Asl Toscana sud est, rivolto agli anatomo-patologi degli ospedali di Grosseto, Siena e Arezzo e coordinato da Tiziana Megha, dell’istituto di Anatomia Patologica dell’Università di Siena.
L’evento ha rappresentato l’occasione per un confronto tra i diversi laboratori dell’Area Vasta sull’impiego della telepatologia in particolare in relazione alla diagnosi del tumore alla mammella.


“La tecnica – spiega Armando Rossi, direttore dall’Area Funzionale Dipartimentale di Anatomia Patologica della Asl Toscana sud est e dell’UOC Anatomia Patologica del Misericordia di Grosseto – si applica per l’analisi delle lesioni tumorali della mammella con l’obiettivo di migliorare la qualità diagnostica. Grazie a un sofisticato scanner, donato dal Comitato per la Vita di Grosseto all’ospedale grossetano, è infatti possibile mettere online i vetrini in modo da osservarli direttamente e in maniera più agevole nello schermo del computer. I file delle immagini dei vetrini possono anche essere inviati ad altri laboratori in Italia e all’estero, per consulenze. Oltre alla possibilità di archiviare, catalogare e duplicare agevolmente il file, il vantaggio più importante è la trasferibilità a distanza in tempi rapidissimi e soprattutto una migliore visualizzazione che rimanda la completezza delle informazioni contenute, consentendo una diagnosi più veloce e quindi anticipando la presa in cura della paziente nel percorso oncologico adeguato”.


Il programma della giornata ha previsto due momenti distinti: la prima parte dedicata alla presentazione del corso, all’esposizione e alla valutazione statistica dei risultati (a cura della dottoressa Donatella Capitani del Dipartimento Tecnologie Informatiche e Sanitarie dell’ESTAR); la seconda parte invece dedicata a diagnosi e discussione dei casi.