Le borsiti infiammatorie

Dott. Roberto Urso
Dirigente Medico U.O. di Ortopedia e Traumatologia

Ospedale Maggiore

Bologna

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Abstract

Olecranon and pre-patellarbursitis: these are swellingscausinga liquid filling of the bursit is overlying the knee and the olecran; often caused by prolonged kneeling position too or from small trauma to the elbow. A trauma can cause also a bleeding which can give rise to a pyogenic infection.
Treatment is rarely surgical, because if the disease is diagnosed in a short time, you can cure it with the use of ointment of ammonium-sulphate-ichthyol, associated with amoxicillin/clavulanic-acid.
This medical treatment is interpreted, sometimes, as an “old” treatment while remaining one of the best choices for the treatment of this disease.
In these few pages you can see the clinic and the method of treatment.

Introduzione

Situata in alcune sedi corporee che possono essere esposte ad attrito o traumatismo, la borsa (lat.: bùrsae – borraccia) è una cavità di tipo sacciforme, contenente liquido sieroso. Le borse a contenuto sinoviale, più comunemente conosciute poiché spesso sedi di processi infiammatori che costringono la persona alle cure mediche, sono la borsa olecranica, la borsa pre-rotulea e la borsa trocanterica. Come si evidenzia nella figura 1, le prime due sono posizionate in una sede che può essere, più di altre, esposta ad attrito o a evento traumatico. Tant’è che le borsiti olecraniche e pre-rotulee, sono patologie spesso legate all’attività lavorativa che costringono il soggetto a prolungate posizioni scatenanti il processo infiammatorio della stessa.

Tra queste si distinguono le borsiti “infiammatorie” e quelle “emorragiche”. Movimenti ripetuti sottopongono a sollecitazioni e sfregamenti le borse ripiene di liquido creando uno stato infiammatorio delle stesse. L’aumento di liquido infiammatorio darà così origine al tipico rigonfiamento della borsite. Le borsiti emorragiche sono determinate da un trauma diretto al gomito. Se non vi è frattura dell’olecrano, ma solo un importante urto della zona interessata, la borsa sierosa si riempie di liquido da stravaso ematico. Anche altre patologie, quali l’artrite reumatoide e l’iperuricemia, possono determinare una borsite a seguito dell’aumentato deposito di microcristalli; così come una borsite può definirsi “settica” se conseguenza di un’infezione più frequentemente batterica.
Muratori, piastrellisti, artigiani in genere, spesso sviluppano una borsite al ginocchio; ma la borsite del gomito rimane la più diffusa, colpendo un numero di categorie molto superiore di individui. L’elevato uso del computer, i lavori da tavolo e attività che impegnino con continui frizioni e sfregamenti il gomito, hanno determinato un incremento di tali patologie. Molto meno frequente rimane la borsite trocanterica del femore.
Questa sacca, o borsa, contiene un materiale liquido viscoso (liquido sinoviale) e svolge il compito principale di diminuire quell’attrito che vi è tra tessuti, ma che ha anche l’importante compito di attenuare gli urti che si possono avere in tale sede.
La sua infiammazione, come detto, determina un ingrossamento.
La clinica può essere multipla: rubor, tumor, calor e dolor. Tali segni clinici possono palesarsi da uno a tutti. La neoformazione è sempre presente; il calore indica lo stato infiammatorio; il rossore dà il segnale di stravaso ematico; il dolore è quasi sempre presente, raramente sono asintomatiche. Picchi febbrili possono accompagnare l’esordio e l’evoluzione della borsite.

Come fare diagnosi in borsite?

Esistono molti esami strumentali che possono aiutare a fare diagnosi. Radiografia indicata nel dubbio di fratture; ecografia per determinare il contenuto, se sieroso, ematico o purulento; risonanza magnetica nucleare, esame sicuramente eccessivo, motivato per studiare una neoformazione a contenuto solido di possibile origine tumorale; esami di laboratorio, non obbligatori, ma utili per il controllo di VES e PCR nel caso di infezione batterica in atto.
La conoscenza clinica è necessaria a riconoscere segni e sintomi di questa patologia; di conseguenza la terapia più adeguata verrà applicata.

Come curarla:Quando la cura della meno frequente borsite trocanterica è la terapia infiltrativa, associata a terapia farmacologica con antinfiammatori, parlando di borsiti olecraniche e pre-rotulee sierose, ogni caso non è mai uguale all’altro, ma è vero che, se presa all’esordio del sintomo, tale patologia avrà cura sufficientemente semplice, efficace.
In rari casi il paziente fa trascorrere un lasso di tempo eccessivo, fino a portare a fistolizzazione la borsite, obbligando il medico a intervenire chirurgicamente.
L’esperienza insegna che l’approccio chirurgico è sempre il meno indicato in questo tipo di patologia, causa l’elevato rischio di recidiva (la borsa olecranica va asportata sempre con completezza) e di necrosi cutanea da infezione inveterata per eccessivo scollamento e diatermocoagulazione dei tessuti.
La stessa aspirazione con siringa comporta elevati rischi di infezione secondaria. Ma se eseguita va fatta sempre, ed esclusivamente, in ambiente sterile con materiale idoneo ed eseguendo un’aspirazione quanto più completa. Eventuali residui possono determinare recidiva e infezione.
Il trattamento principale rimane sempre uno – anche se da molti considerato superato – l’ammonio solfoittiolato: a tutt’oggi, sicuramente sempre il più efficace, a patto che sia eseguito con attenzione e protratto con costanza.

L’ammonio solfoittiolato:

Questa sostanza è da anni usata nella cura delle borsiti, dermatiti e irritazioni cutanee. La sua efficacia è indiscutibile; il suo alto potere di penetrazione e di disinfezione ne fanno il trattamento ideale per la cura delle borsiti olecraniche e pre-rotulee, in fase iniziale. Le fasi tardive, con infezione conclamata e fistolizzazione hanno, come già segnalato, una diversa indicazione.
La terapia consiste nell’eseguire un impacco abbondante sulla sede olecranica infiammata, che sarà poi coperta con alcune garze quadrate e fasciata da un bendaggio, che verrà poi recuperato per ripetere il trattamento. Si consiglia di eseguire un abbondante impacco ogni due giorni per almeno 2 settimane. Rimosso il precedente impacco, si deterge e si pulisce la zona e si ripete il trattamento.

A tale trattamento, nel caso di diffuso iniziale calore e rossore della borsite, è consigliato associare un trattamento antibiotico conamoxicillina/acido-clavulanico, 2 volte al giorno, per 6 giorni. Nel caso di dolore elevato è consigliato l’uso di antifiammatori, con associazione di protezione gastrica.
Il trattamento a base di ammonio solfoittiolato, nella borsite olecranica e nella borsitepre-rotulea, porta sempre a buoni risultati, a patto che sia eseguito con diligenza e che vengano rispettate le indicazioni mediche.