Vaccinazioni, presentato a Bruxelles il primo manifesto europeo contro l’influenza

In Italia cresce vaccinazione contro il morbillo. Ma troppe regioni sono lontane da soglia auspicata da OMS

Dott. Salvo Falcone

Giornalista e media consultant

Direttore Responsabile Medic@live Magazine

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Presentato a Bruxelles il primo Manifesto europeo sulla vaccinazione contro l’influenza, con cui il Gruppo Direttivo dell’UE chiede l’attuazione nei vari Paesi di politiche efficaci per aumentare le coperture vaccinali. Un intervento atteso, che assume quasi i connotati di una tappa obbligatoria: perché di influenza si può morire e sono i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a dimostrarlo. Ogni anno l’influenza colpisce il 5-10% della popolazione mondiale, provocando fino a 650.000 morti e dai 3 ai 5 milioni di casi gravi in tutto il mondo. “Il Manifesto che abbiamo presentato – spiega la prof.ssa Susanna Esposito, ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia, presidente Waidid e membro del Gruppo Direttivo dell’UE sulla vaccinazione antinfluenzale – è il frutto di un grande impegno a livello europeo per sensibilizzare i Governi a promuovere politiche vaccinali efficaci. L’influenza è una malattia da non sottovalutare, particolarmente pericolosa per i soggetti più a rischio di sviluppare gravi complicanze, come gli over 65, le persone con patologie croniche, le donne in gravidanza e i bambini. Siamo fiduciosi che questo sarà il primo di importanti passi avanti che l’Unione Europea farà da qui ai prossimi anni, dimostrando una politica coesa sull’importanza della vaccinazione contro l’influenza, così come accade già negli Stati Uniti”.

Traguardo ancora lontano

Secondo una raccomandazione emanata dal Consiglio europeo nel 2009, tutti i Paesi avrebbero dovuto raggiungere un tasso di copertura vaccinale del 75% ma siamo ben lontani da questo traguardo, nonostante l’impegno della Commissione europea e del Parlamento europeo nel sostenere politiche di vaccinazione e nel promuovere la cooperazione tra i Paesi per eliminare le malattie prevenibili da vaccino. Con il Manifesto sulla vaccinazione contro l’influenza, il Gruppo Direttivo ha delineato nuove azioni per aumentare le coperture vaccinali in Europa e richiesto ai Governi dei vari Paesi di promuovere e sostenere l’importanza della vaccinazione contro l’influenza, diffondendo conoscenza, consapevolezza e fiducia riguardo il ruolo dei vaccini. “La vaccinazione antinfluenzale è una delle più grandi conquiste del secolo scorso – sottolinea Susanna Esposito – e rappresenta una delle misure più efficaci di sanità pubblica. Per quasi ottanta anni, il vaccino antinfluenzale ha protetto la popolazione mondiale dalle pandemie influenzali e ridotto il peso economico e sociale dell’influenza stagionale. La vaccinazione antinfluenzale svolge un ruolo chiave nella lotta contro la resistenza antimicrobica riducendo l’incidenza delle infezioni e l’uso di antibiotici. Risulta, quindi, fondamentale l’impegno da parte di tutti i Paesi Europei nell’aumentare i tassi di copertura vaccinale contro l’influenza e ridurre l’incidenza della malattia non solo nella nostra Europa ma anche a livello mondiale”.

Raccomandazioni OMS per quadrivalente

Se la stagione influenzale per quest’anno può dirsi quasi conclusa, è tempo di pensare ai vaccini per la prossima. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti reso noto, recentemente, i ceppi raccomandati per la composizione del vaccino per l’inverno 2018-2019, a seguito della riunione del comitato tecnico che si tiene ogni anno a febbraio per decidere la composizione per l’emisfero Nord e a settembre per quello Sud. Secondo le raccomandazioni il vaccino quadrivalente della prossima stagione dovrà contenere un ceppo di influenza A H1N1, uno di A H3N2 e due ceppi di influenza B, mentre il trivalente ne avrà uno solo. Il Gruppo Direttivo europeo sulla vaccinazione contro l’influenza, che si è riunito per la prima volta a Bruxelles nel novembre 2017, è guidato dai copresidenti Françoise Grossetête, membro del Parlamento Europeo e dal prof. Thomas Szucs, direttore del Centro europeo di medicina farmaceutica dell’Università di Basilea ed è composto da altri otto rappresentanti, tra gruppi di pazienti, operatori sanitari e accademici.

Italia e morbillo, soddisfazione a metà

Intanto – secondo i dati per il 2017 del ministero della Salute – aumentano le vaccinazioni contro il morbillo di ben il 4,4% in tutta Italia ma solo una regione, il Lazio, supera il 95% di bimbi immunizzati, ovvero la soglia, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per limitare la circolazione di queste malattie e proteggere anche chi il vaccino non può farlo per motivi di salute o di età. Anche la copertura vaccinale contro la polio aumenta del +1,21% rispetto al 2016, ma la metà delle regioni resta sotto la soglia di sicurezza del 95% di immunizzati. Dati altalenanti e non costanti, che risentono delle differenze che si registrano a livello territoriale. Il ministero avverte che come conseguenza delle inadeguate coperture vaccinali nei confronti del morbillo, nel corso del 2017 l’Italia è stata colpita da una estesa epidemia di questa malattia esantematica, che ha causato quasi 5.000 casi, di cui oltre 300 tra operatori sanitari. Quattro i decessi. Una rinnovata e inattesa emergenza che ha indotto la predisposizione del decreto vaccini, che ha aumentato l’obbligo dai 4 precedentemente previsti a 10. Secondo i nuovi dati, che ne monitorano l’effetto dei primi 6 mesi, ovvero fino a dicembre 2017, la prima dose di vaccino contro il morbillo vede una crescita delle coperture del 4,42% rispetto all’anno precedente, una sola regione che supera il 95%, il Lazio, e altre due che vi si avvicinano, ovvero Piemonte e Umbria, con rispettivamente il 94,7% e 94,5. Sono aumentate a livello nazionale anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come quella anti-pneumococcica e anti-meningococcica C, con un aumento rispettivamente di circa il 2 e 2,5%. Per quanto riguarda la polio, la copertura nazionale a 24 mesi (relativa ai bambini nati nel 2015) vede un aumento del +1,21% rispetto al 2016, e con 11 regioni che superano il 95%. Poi però, ci sono dati sotto la soglia fissata dall’OMS per limitare la circolazione di queste malattie e ottenere anche la cosiddetta immunità di gregge in grado di proteggere anche chi non può essere vaccinato. Le regioni che si discostano dal minimo previsto sono: Lombardia (94,8), Emilia Romagna (94,7%), Puglia (94,4) e Val d’Aosta (93,6), provincia autonoma di Trento (93,9), Marche (93%), Sicilia (91,3%), Friuli Venezia Giulia (90,4) e, in fondo, la provincia autonoma di Bolzano (85,8%), Veneto (93,5%).

I complimenti di Lorenzin, ma Sicilia deve recuperare

Il ministro Beatrice Lorenzin in merito ai nuovi dati sulle coperture vaccinali ha dichiarato: “Complimenti al Lazio che aveva da recuperare una grossa mole di lavoro ma i dati sono confortanti e oggi è una regione virtuosa. Se non avesse fatto un gran lavoro di recupero starebbe come la Sicilia”. Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Walter Ricciardi, ha aggiunto che il Lazio è “l’unica Regione con un dato di copertura sopra il 95% sul Morbillo per i bambini di 2 anni”. Preoccupa invece una regione come la Sicilia, ha aggiunto Ricciardi, dove “è evidente che c’è qualcosa che non va”. Le coperture contro il morbillo fino a 2 anni di età si fermano all’85,6%. E questo, ha avvertito Ricciardi, “nonostante abbia avuto 300 casi e 3 morti”.