Nuovo caso di Febbre del Nilo nell’oristanese

Le condizioni cliniche del paziente, ricoverato all’ospedale San Martino, sono in via di miglioramento

C’è un nuovo caso di Febbre del Nilo a Oristano. Il virus è stato contratto da un paziente di 76 anni residente in provincia di Oristano. L’uomo, ricoverato nell’Unità operativa di Medicina dell’ospedale San Martino di Oristano, diretta dal dottor Efisio Chessa, non è mai stato in pericolo di vita e il suo quadro clinico è in via di miglioramento.
A far ipotizzare ai medici che si trattasse di West Nile Disease era stato lo sviluppo di una leggera sintomatologia neurologica associata a quella febbrile: una diagnosi confermata dai test di laboratorio condotti sul fluido cerebrospinale del paziente dal Policlinico di Monserrato, centro di riferimento regionale per le analisi sulla malattia.
Si tratta del terzo caso registrato in provincia di Oristano nel 2018: gli altri due pazienti erano stati ricoverati al San Martino nell’agosto scorso. Uno di loro era stato trasferito successivamente all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, mentre l’altro è stato dimesso nei giorni scorsi dal nosocomio oristanese.
La Febbre del Nilo Occidentale, per la quale non esiste una terapia specifica nell’uomo, non provoca alcun sintomo nell’80% delle persone che ne vengono colpite. Circa il 20% dei soggetti infetti sviluppa sintomi lievi, come febbre, mal di testa e dolori muscolari, nausea, vomito, malessere che possono durare da pochi giorni ad alcune settimane. Solo una piccola percentuale (una persona su 150) di chi viene colpito dalla West Nile può sviluppare una grave forma neuro-invasiva. A maggior rischio di contrarre la malattia in forma più grave sono le persone di età superiore ai 50 anni e quelle affette da malattie croniche.
A veicolare il virus nell’uomo è la zanzara, che la trasmette da volatili infetti. Importante è quindi proteggersi dalle punture dell’insetto adottando tutte le precauzioni possibili: utilizzare repellenti; all’alba e al tramonto, quando le zanzare sono più attive, indossare maglie e pantaloni lunghi; schermare le finestre con zanzariere e soprattutto evitare i ristagni d’acqua, svuotando sottovasi, ciotole, contenitori, piscine per bambini, dove possono annidarsi le larve dell’insetto.