“Una mano”, progetto per il reinserimento lavorativo dei pazienti oncologici

Il servizio viene sostenuto dalla Fondazione Manodori ed è stato presentato ieri sera al Palazzetto alla partita della Grissin Bon

4mila persone ogni anno a Reggio Emilia ricevono una diagnosi di tumore, oltre un migliaio di queste sono in età lavorativa. Uno studio epidemiologico condotto su Reggio Emilia dal Servizio di Epidemiologia dell’Azienda Usl Irccs insieme alla Medicina Fisica e Riabilitativa e al Registro Tumori ne ha intervistate 260, la maggior parte delle quali ritornate al loro impiego dopo il cancro. La metà di questi ha sperimentato grosse difficoltà a reinserirsi.

Basta questo dato a spiegare perché è nato “Una Mano”, progetto di sostegno ideato da professionisti in ambito sanitario e sociale rivolto alle persone che dopo un tumore e le relative cure desiderano tornare al lavoro. L’obiettivo è facilitare l’occupabilità dei pazienti oncologici. Il servizio è stato sviluppato grazie al supporto della Fondazione Manodori nell’ambito del bando WelCom (Welfare di Comunità). L’iniziativa è stata presentata ieri sera durante la partita della Grissin Bon.

Nei Paesi a elevato indice di sviluppo assistiamo all’aumento dell’aspettativa di vita e quindi dell’età lavorativa, fenomeno che porterà in pochi anni ad avere, nella forza lavoro, individui sempre più anziani e/o con patologie croniche, tra le quali il cancro. A ciò si aggiunge il fatto che negli ultimi anni è aumentata l’incidenza, ma anche la sopravvivenza in molti tumori e ciò contribuisce ad accrescere il numero delle persone che dopo la malattia rientra a fare parte della forza lavoro. Dai dati pubblicati dall’Associazione Italiana Registro Tumori, in Italia sono stimate oltre 360mila nuove diagnosi di tumore ogni anno e i dati epidemiologici ci dicono che più del 50% delle nuove diagnosi e oltre un terzo dei sopravviventi alla malattia sono persone in età lavorativa.

Il progetto “Una Mano” è la prima esperienza a livello nazionale per l’ampia e diversificata rete di enti che coinvolge, per l’estensione dei percorsi riabilitativi a tutte le patologie oncologiche, per il tipo di equipe riabilitativa che comprende una Terapista Occupazionale. (Vedi nota allegata). Nel concreto il nuovo servizio offre supporto informativo sanitario e/o sociale per affrontare le difficoltà percepite sul posto di lavoro, una consulenza previdenziale e assistenziale, un percorso di orientamento comprensivo di tirocinii professionali e informazioni in caso di indebitamento.

L’intervento che si imposta all’interno del servizio è personalizzato a seconda delle esigenze e degli obiettivi dei singoli pazienti. Le azioni di riabilitazione oncologica e gli interventi di sostegno sono orientati oltre che a un complessivo recupero fisico e psichico, alla reintegrazione e partecipazione sociale. Il servizio sarà fruibile presso “In-Forma Salute” al primo piano del CORE dell’Arcispedale Santa Maria Nuova dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13 e il mercoledì pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30.

“La salute non è assenza di malattia, ma benessere fisico e psico sociale, recitava l’Organizzazione mondiale della Sanita (Oms) nella sua carta fondativa. Per questo motivo – spiega Claudio Tedeschi, direttore della Medicina Fisica e Riabilitativa del Santa Maria Nuova e fra gli ideatori del progetto – riteniamo fondamentale che il rientro al lavoro sia considerato parte del percorso di recupero. Ci sono innumerevoli fragilità inespresse e tanti problemi collaterali a un tumore, contiamo di portare il nostro aiuto e risposte efficaci”.