Memoria, Trauma e Rinascita

Foto ModicaDott. Vittorio Catalano Attività indipendente nell’ ambito della psicologia clinica ad approccio analitico, delle neuroscienze, del coaching psicologico ed in ambito psicoeducazionale, focalizzati sulla cura, la prevenzione, e la promozione della salute psicosociale. Cagliari

Tutti gli esseri viventi, si relazionano con l’ambiente in modo dinamico, cioè, in un costante interscambio di energia, che veicola informazione in un sistema aperto perenne. Dunque, tutto è stato predisposto, per ciò che chiamiamo comunicazione. La comunicazione, viene espressa in molteplici e differenti forme, ma ciò che ci interessa veramente sono le modalità con cui viene recepita, integrata e tramandata negli esseri umani.

Agli inizi degli anni ’80, alcune ricerche sulla corteccia premotoria della scimmia rivelarono l’esistenza di neuroni (neuroni specchio) attivati durante l’esecuzione di azioni (non di singoli movimenti, ma di atti motori finalizzati). Il gruppo di ricercatori dell’Istituto di Fisiologia dell’Università di Parma, diretto da Giacomo Rizzolatti studiò in un’ esperimento, i neuroni deputati al controllo dei movimenti della mano (es. raccogliere o maneggiare oggetti), e, coinvolgeva la corteccia premotoria ventrale (area F5) di un macaco. La registrazione dell’attività corticale a livello del singolo neurone avveniva mentre l’animale poteva accedere a porzioni di cibo, permettendo così il monitoraggio di movimenti specifici.  Con molta sorpresa da parte degli sperimentatori, venne registrata l’attività di alcuni motoneuroni del macaco, che, immobile, osservava uno dei ricercatori nell’intento di prendere una banana dal cesto della frutta. La scimmia non si era mossa, ma i suoi motoneuroni avevano reagito alla vista dell’azione condotta dallo sperimentatore.

Le successive misurazioni sperimentali, inizialmente ritenute erronee, confermarono quanto inizialmente osservato. Altri dati sperimentali in tempi successivi confermeranno le scoperte, specificando il coinvolgimento di altre aree corticali, e disegnando quindi la formazione di un vero e proprio sistema neurale composto da circuiti cortico-corticali di integrazione sensoriale che interessano sia la corteccia motoria e premotoria del lobo frontale, sia la corteccia parieto-temporale.  La correlazione tra il concetto di memoria, il concetto di immagine mentale, di associazione mentale, pare oggi cosa scontata ed evidente, ma ciò che preme sottolineare qui ed ora, è l’evidenza che gli organismi assimilano informazioni che conservano, per riutilizzarle poi durante una successiva interazione col contesto. Questo ultimo concetto è determinante quando in neuropsicologia clinica parliamo di trauma. La Neuropsicoanalisi, si è focalizzata, sui  punti di contatto esistenti, tra la moderna concezione di memoria implicita (di derivazione cognitiva), e il concetto di inconscio (di chiara origine psicoanalitica): questi concetti, sarebbero accomunati, dalla capacità specifica di dotare di continuità e di significato la realtà, di influenzare il comportamento, guidando e motivando le azioni dell’individuo, senza che ciò comporti il ricorso alla consapevolezza/coscienza. Inoltre, hanno indagato, gli effetti a breve e lungo termine, che esperienze negative e traumatiche, come separazione precoce dalla madre, maltrattamenti ripetuti, stress, determinano sullo sviluppo del cervello, e come questo si rifletta sullo sviluppo globale della persona.

In termini genetici lo sviluppo del cervello è il prodotto degli effetti che le esperienze esercitano sull’espressione del potenziale genetico (Kandel, 1989). Ciò significa che le nostre esperienze influenzano in maniera diretta le modalità con cui i geni vengono espressi attraverso la sintesi proteica (trascrizione) e possono quindi avere effetti diretti sui processi che portano allo sviluppo dei circuiti neuronali, promuovendo la formazione di nuove connessioni sinaptiche, modificando quelle preesistenti, o agevolandone l’eliminazione. A livello cerebrale situazioni di stress sono associate in modo correlato alla secrezione di ormoni corticosteroidi i quali hanno effetti diretti sull’espressione genica (Kandel, 1989,1998, Weiss 1997).  Nei bambini vittime di maltrattamenti ripetuti in età precoce, possono essere riscontrati danni cerebrali che riguardano, oltre all’ippocampo, il sistema nervoso autonomo, l’asse ipotalamo-ipofisario-adrenocorticale, i sistemi neuro-immunitari. Lo stress cronico, determina uno sviluppo eccessivo, delle regioni del cervello coinvolte nelle risposte di ansia e di paura (amigdala), e un contemporaneo di iposviluppo di connessioni neurali in altre regioni cerebrali (Schore, 1997;Bremmer,Narayan,1998;Perry,2000;Teicher,2000).

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Figura 1: Compensazione attraverso osservazione d azioni quotidiane del ridotto funzionamento della corteccia motoria

Uno studio evidenzia un importante ruolo dei neuroni specchio nel ripristino di deficit motori: la loro attivazione durante l’osservazione di un movimento agisce sulla corteccia motoria ripristinando la funzionalità di aree inattive, così come se il movimento fosse stato realmente compiuto.

Nel loro lavoro i ricercatori si sono focalizzati sulla possibilità di rendere recuperabile la capacità di movimento degli arti dopo un lungo periodo di inattività e senza svolgere azioni motorie dirette. Infatti, una lunga inattività fisica, dovuta a un’immobilizzazione o a un non utilizzo di un arto, causa nel cervello un ridotto funzionamento della corteccia motoria, che può essere ripristinato attraverso il movimento dell’arto fermo. I ricercatori memoriahanno dimostrato che tale ripristino può avvenire anche solo attraverso l’osservazione del movimento stesso.

Il lavoro del prof Kandel ha illuminato alcune dei meccanismi molecolari di base che spiegano apprendimento e memoria negli animali ed è centrale per comprendere non solo la memoria normale ma anche i disturbi che affligono la memoria come il DPTS. Dr. Kandel e suoi colleghi hanno identificato una molecola, una proteina prione chiamata CPEB, che svolge un ruolo chiave nel mantenimento della memoria a lungo termine nel Aplysia (lumaca di mare), e nei topi.

In uno studio (Kandel 2015) i topi erano addestrati a memorizzare un modo per navigare attraverso un labirinto. Eliminato dal topo l’ omologo gene CPEB chiamato CPEB3, questo ha eliminato il mantenimento della memoria a lungo termine e ha causato al topo la perdita delle informazioni su come navigare nel labirinto.

Memoria

Trauma e Rinascita

Il Trauma è una espressione interna di risposta al dolore di una ferita, questo dolore, può essere nascosto, e creare una sofferenza silenziosa inconscia nel superstite. Lo stesso dolore, può anche essere rilevato dal superstite in modi singolari che attivano il ricordo del trauma, e la sofferenza. Tutte le persone, hanno un profondo desiderio di essere amate e curate, compresi i sopravissuti.

Il dolore, può diventare cronico e debilitante, a causa di una mancata elaborazione dell’accadimento traumatico. Alcuni superstiti, possono essere consapevoli del loro dolore, sperimentando profonda tristezza e rabbia, per la loro incapacità di reagire. Questo, causa un peggioramento nella qualità dei rapporti affettivi e interpersonali. Dopo tutto, i metodi di crescita personale sono dolorosi, e gli esseri umani, sono cablati per evitare il dolore e cercare il piacere (Rivka A. Edery). La maggior parte dei sopravvissuti, se non sono in crisi, non fanno attenzione a ciò che è successo: le persone, i luoghi, le cose, e le relazioni che hanno plasmato la loro lunga vita. Una regola nel nostro universo, asserisce che niente rimane mai uguale.

Tutta la materia vivente, è o in un processo di crescita o in fase di regressione. Il processo di recupero con l’identificazione, è relativo ad una forza superiore, che si manifesta appena si comprende il suo Potere benefico. Questa comprensione, in collaborazione con l’applicazione dei “principi temporali testati”, si mette in contatto col “potere”. Come si continua ad applicare i principi e la comprensione, e si approfondisce il percorso meditativo, si può spiegare se stessi, la nuova dimensione individuale, e le modalità con cui si manifesta nel vostro cammino di vita personale. A questo punto, avete sperimentato un risveglio spirituale, sensoriale, e personale in voi. Questo, è successo lentamente e gradualmente, dopo un paziente lavorato strutturato: se avete dormito per un lungo periodo di tempo, è necessario un lungo periodo di tempo per svegliarsi, non può succedere durante una sola notte (Rivka A. Edery).

Bibliografia

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RIVKA A. EDERY – Trauma and Trasformation: a 12-steps guide (2013).

http://blogs.plos.org/

http://www.estense.com/