Il movimento e la pratica sportiva: fulcro e strumento di promozione della salute e di implementazione delle performance psicofisiche

Dr. Vittorio Catalano, Attività indipendente nell’ ambito della psicologia clinica ad approccio analitico, delle neuroscienze, del coaching psicologico ed in ambito psicoeducazionale, focalizzati sulla cura, la prevenzione, e la promozione della salute psicosociale, Cagliari
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Ogni atto motorio, che effettua il nostro corpo in modo semplice e involontario è qualcosa di organico e altamente raffinato, che influenza e dipende da tutti gli organi del corpo umano: l’apparato locomotore che consente al corpo di muoversi e di sostenersi, gli apparati respiratorio e circolatorio, che forniscono ossigeno e sostanze energetiche, il sistema nervoso che coordina percezioni, posizione nello spazio e l’atto motorio in senso stretto.
La pratica motoria ha innumerevoli effetti benefici sull’organismo umano, ad esempio l’aumentata circolazione sanguigna dovuta all’esercizio fisico, nutre maggiormente il tessuto osseo rifornendolo di calcio, e favorisce lo sviluppo delle dimensioni delle ossa stesse, irrobustisce le articolaziooni e ne aumenta e recupera la mobilità. Ancora, influisce sulla respirazione con la diminuzione della capacità di recupero e l’aumento della capacità vitale, potenziando la meccanica respiratoria.
Provoca cambiamenti morfologici cardiaci: si assiste all’aumento del volume della massa del cuore, all’accellerazione della frequenza cardiaca sotto sforzo e alla diminuzione a risposo (brachicardia). Infine, ma non ultimo, ha enormi benefici sul nostro sistema nervoso e sul nostro cervello.
Uno studio recente dimostra, come i ragazzi che praticano sport, in particolare all’aria aperta, hanno un peso corporeo adeguato all’età e rispondono meglio ai test standard per le funzioni della memoria e dell’apprendimento. Uno studio – coinvolgeva le scuole di Los Angeles – ha sottoposto circa 2000 studenti a una corsa di 1 chilometro e mezzo, e successivamente ad alcuni test d’intelligenza standardizzati secondo l’età e il livello socioculturale; si è riscontrato che i ragazzi che avevano corso con risultati migliori e più velocemente, furono anche in grado di dare i migliori risultati ai test d’intelligenza e cultura. In altri termini: corretta nutrizione, benessere, attività fisica e rendimento scolastico, vanno di pari passo.
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Granada, guidati dal Dottor Luque-Casado, ha confrontato due gruppi di giovani adulti durante un’attività cognitiva di vigilanza psicomotoria della durata di 60 minuti. Il primo gruppo era formato da individui che praticavano regolarmente attività fisica, l’altro da persone che conducevano uno stile di vita sedentario. È stata registrata l’attività elettrofisiologica dei partecipanti. Si è osservato che quelli che praticavano regolarmente attività fisica hanno mantenuto una maggiore capacità di focalizzare l’attenzione in modo efficiente nel corso del compito assegnato, rispetto agli individui che avevano uno stile di vita meno dinamico.
I più recenti studi hanno evidenziato come l’esercizio fisico attivi dei circuiti neuronali e delle informazioni che possono poi utilizzarsi nei più svariati ambiti del vivere umano.
In un’importantissima scoperta tutta italiana, pubblicata sulla rivista Stem Cells, dell’Istituto di Biologia cellulare e Neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibcn-CNR) di Roma, i ricercatori lavorando su cavie da laboratorio con dei deficit neuronali e comportamentali, causati dalla mancanza del gene Btg1, che agisce da freno proliferativo delle cellule staminali, hanno constatato che nel cervello l’esercizio fisico blocca il processo di invecchiamento.
In pratica, hanno notato che, in assenza di questo gene, la neurogenesi deficitaria e il processo di perdita di staminali ripartono nel momento in cui si pratica un’attività fisica, scatenando una super proliferazione cellulare con un effetto prolungato nel tempo. E’ ormai un dato certo: l’esercizio fisico non si limita a rinforzare i muscoli e a prevenire le malattie cardiovascolari, migliora anche le prestazioni mentali e aiuta a prevenire malattie del cervello come il morbo di Alzheimer.
I benefici più evidenti sono a livello psichico/mentale in quanto aumenta la capacità di assimiliare e conservare le informazioni acquisite; la nostra mente cominica a perdere efficacia e quindi a fallire, a partire dai 25 anni, come dimostra uno studio condotto alla Columbia University e pubblicato sulla rivista PNAS. Le persone che svolgono una regolare attività fisica sono più brave nelle prove mnemoniche; ogni volta che si contrae e si rilascia un bicipite, infatti, vengono prodotte sostanze chimiche che oltrepassano la barriera ematoencefalica (la “cortina” che separa il cervello dal circolo sanguigno) e qui stimolano la produzione del BDNF (fattore neurotrofico cervello-derivato). Quest’ultimo contribuisce alla “neurogenesi” (la nascita di nuove cellule cerebrali) e allo sviluppo di nuove connessioni tra un neurone e l’altro.
Sebbene siano molteplici i neurotrasmettitori che agiscono in sinergia per regolare l’umore, la serotonina è il principale.
La sua produzione é influenzata da fattori esterni, come la luce solare, la dieta e, soprattutto, l’attività motoria.
Uno studio pubblicato sulla rivista “Neuropsychopharmacology” ha messo in luce che, esistono due processi, attraverso cui la pratica dello sport determina una maggiore concentrazione di serotonina a livello cerebrale. In primis, l’attività motoria, aumenta la velocità e la frequenza con cui questo ormone viene rilasciato nel cervello; inoltre, l’esercizio fisico regolare accresce la secrezione di triptofano (un amminoacido precursore chimico della serotonina).
Il meccanismo, é però a doppio senso perché, cosi come una più elevata quantità di serotonina migliora l’efficienza muscolare, quando i livelli di questo neurotrasmettitore, superano una certa soglia, il suo effetto diventa inibitorio pertanto anzichè attivante finisce con l’essere induttore di un senso di affaticamento eccessivo rendendo quindi più scadente la prestazione atletica (F. Cotel e R. Exleyb delle univ. di Copenhagen e di Oxford).

Sitografia

http://www.skuola.net

http://www.etimo.it

https://www.saperesalute.it/studio-e-sport-vanno-daccordo

Quali sono gli effetti dello sport sul cervello?

https://www.theguardian.com/education/2016/jun/18/how- physical-exercise-makes-your-brain-work-better

http://www.gazzetta.it/Sport-Vari/Fitness/17-03-2014

http://www.assomensana.it/Stile-di-vita-adeguato/sport-sviluppa.php

http://www.linguaggiodelcorpo.it/2014/11/02/attivita-fisica_serotonina/