Sedici posti letto a regime: nasce il polo della riabilitazione del Centro Sardegna

E’ stato inaugurato il 15 luglio il nuovo reparto di Neuroriabilitazione dell’ospedale “San Martino” di Oristano, una struttura destinata a diventare un centro di riferimento regionale per il trattamento delle gravi cerebrolesioni acquisite. L’Unità Operativa, con una capacità massima di 16 posti letto, prenderà in carico i pazienti che, in seguito a traumi cranici, ictus o altre patologie, hanno subito severi danni cerebrali, con conseguente stato di coma ed alterazioni delle funzioni motorie, cognitive e comportamentali e li sottoporrà a programmi riabilitativi personalizzati, con l’ausilio di un team costituito da diverse figure (medico, fisioterapista, infermiere, operatore socio-sanitario, logopedista, terapista occupazionale, psicologo, educatore, assistente sociale) e di attrezzature e software studiati per favorire il recupero fisico e cognitivo. 

«Questa è una giornata storica per la sanità oristanese e non solo – ha dichiarato il Commissario Straordinario della Asl 5 di Oristano Maria Giovanna Porcu aprendo la cerimonia inaugurale – perchè con l’apertura del reparto nascerà sul nostro territorio un polo della riabilitazione che diventerà punto di riferimento per i pazienti sardi». La struttura, grazie a un sistema a rete di segnalazione precoce, prenderà in carico i casi provenienti da tutta l’Isola ed opererà in stretta collaborazione con l’Istituto “Santa Maria Bambina”, dove potranno essere accolti i pazienti che mantengono un disordine di coscienza cronicizzato e necessitano di riabilitazione globale a ciclo continuativo: un’attività non ospedaliera che richiede però alti standard di qualità che la struttura di Donigala, che ha maturato una storica esperienza nel settore, è in grado di fornire in maniera ottimale. In questo modo si strutturerà nell’oristanese una filiera della riabilitazione che assicurerà al paziente con gravi cerebrolesioni l’assistenza adeguata, in condizioni di massima sicurezza, nelle diverse fasi del recupero e a seconda dell’intensità e della qualità delle cure necessarie. 

«Avremo un reparto all’avanguardia – ha commentato l’assessore regionale della Sanità Luigi Arru – che opererà in perfetta sintonia con le professionalità private che già operano sul territorio. Sarà un riferimento per i sardi e un simbolo di come si può fare rete». Un concetto, questo, ripreso dall’arcivescovo di Oristano Ignazio Sanna, che ha rimarcato la necessità di «camminare insieme per il bene comune del territorio». Presenti alla cerimonia inuagurale anche il sindaco Guido Tendas, i rappresentanti delle istituzioni regionali e locali e gli operatori sanitari. 

Situato nel sottopiano dell’ospedale “San Martino”, il reparto di Neuroriabilitazione dispone di stanze di degenza tutte dotate di servizi igienici, ambulatori per le visite specialistiche e di due palestre attrezzate per la riabilitazione motoria dove i pazienti potranno effettuare quotidianamente gli esercizi grazie all’ausilio di attrezzature specifiche. 

Oltre al direttore – il dottor Andrea Montis, già dirigente medico presso il reparto di Neuroriabilitazione dell’azienda ospedaliera “Brotzu” di Cagliari – nell’Unità Operativa saranno presenti cinque medici di medicina fisica e riabilitativa, quattro di neurologia e medicina interna, sei fisioterapisti, un terapista occupazionale, due logopedisti, quindici infermieri, nove operatori socio-sanitari, due psicologi, di cui uno esperto in neuropsicologia, un educatore e un assistente sociale. A partire dal prossimo mese di agosto il personale sarà impegnato in un percorso formativo che prevederà il tutoraggio da parte dei professionisti provenienti dall’Unità Operativa di Neuroriabilitazione del ‘“Brotzu” di Cagliari e dal Centro di riabilitazione “San Giorgio” di Ferrara, struttura di riferimento unica dell’Emilia Romagna per la riabilitazione delle gravi cerebrolesioni acquisite ed eccellenza a livello nazionale, sul cui modello organizzativo si baserà la neonata Neuroriabilitazione oristanese. 

Al termine del processo di formazione, da settembre, sarà avviato l’inserimento dei pazienti e saranno disposti i primi ricoveri. Per favorire una progressiva entrata a regime delle attività, per il 2016 i posti letto attivati saranno 10, mentre nel 2017 si passerà a 14 posti letto, che diventeranno 16 nel 2018, quando si opererà a pieno regime, sfruttando cioè la capacità massima del reparto. 

I lavori infrastrutturali, appaltati nel 2004 nell’ambito della realizzazione dell’intero corpo M dell’ospedale “San Martino”, sono costati per il reparto di Neuroriabilitazione circa un milione di euro, cifra a cui vanno sommati quelli per il personale (poco meno di due milioni di euro annui) e quelli per gli arredi e le attrezzature che, previo stanziamento da parte della Regione, saranno implementate nel 2017 e nel 2018 con ulteriori macchinari d’avanguardia, come il laboratorio di analisi del movimento e l’apparecchio robotico per la riabilitazione del cammino, per un ulteriore milione di euro. 

Con l’avvio dell’Unità Operativa di Neuroriabilitazione del “San Martino” di Oristano sarà così nettamente potenziata l’offerta della rete regionale della Riabilitazione, che oggi può contare sul “Brotzu”, con 11 posti letto di degenza ordinaria e 1 di day hospital, ed a cui in futuro dovrà aggiungersi il polo di Olbia, per poter arrivare a una presa in carico ottimale di tutti i pazienti sardi con gravi cerebrolesioni.