Ostetrica: assistenza ai minori vittime di abusi sessuali

Dott.ssa Greta Alessandra

Specialista in Ostetricia forense

Casa di Cura Gretter

Catania

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Introduzione


L’analisi della scena del crimine è fondamentale per elaborare un’identikit sociale, psicologico e comportamentale del criminale. Infatti, ricostruire una scena del crimine significa determinare la natura del reato e il modo in cui è stato consumato.

Il sex offender

Il sex offender è l’autore di crimini sessuali. Esistono varie categorie di sex offender, classificati in base a caratteristiche e motivazioni come variabili distintive. I più conosciuti e temuti a livello sociale sono:

– Gli stupratori;
– I pedofili;
– I molestatori telematici;
– I young sex offender (adolescenti).

In questi soggetti sono riscontrabili disturbi della personalità, riconoscibili grazie a tratti comportamentali di tipo sintomatico riproposti nel proprio agire abusante, quali:
– Disturbo narcisistico di personalità, caratterizzato da: totale incapacità di empatia; senso di grandiosità ed onnipotenza; volontà personale di agire a proprio percepito vantaggio ai danni o svantaggio dell’altro; disinteresse verso la sfera emotiva e psicologica della vittima
– Disturbo antisociale di personalità, caratterizzato da: disinteresse totale e/o non riconoscimento delle regole sociali re-interpretate secondo criteri puramente soggettivi, quindi ridisegnate ad esclusivo proprio vantaggio personale, che violino il principio del “socialmente accettabile”.
– Disturbo bordeline di personalità, caratterizzato da: oscillazioni continue dell’umore; sbilanciamenti di passaggio rapido da situazioni di calma apparente ad aggressività, senza una motivazione oggettiva; controllo contenuto improvvisamente esploso in azioni violente/ aggressive incontrollate.
Ogni sex offender opera in modo caratteristico e rituale. I rituali rappresentano la sua firma sia sulla scena del delitto sia sulla vittima. Essa indica un comportamento posto in essere dal criminale e che rappresenta un bisogno psicologico, più o meno consapevole, lanciato al profiler e agli investigatori.
La firma è una parte integrante del crimine che rimane stabile, durevole ed è unica, diversamente dal modus operandi. 

L’organo sessuale più importante dell’offender è il suo cervello.
I sex offender e i seriali hanno fantasie di dominazione e umiliazione, infliggere dolore e ferire usando violenza. In loro interagiscono motivazioni sessuali ed aggressive. Se prevalgono le fantasie aggressive, la vittima è insudiciata, umiliata, ferita e alla fine è uccisa. Se, invece, prevalgono le fantasie sessuali, il grado di violenza fisica e di brutalità è inferiore, il minimo per costringere la vittima a sottomettersi.
Jodel Norris, psicologo statunitense, per primo identifica e descrivere il comportamento dei serial killer attraverso fasi cicliche:
– Fase aurorale: il killer si distacca dalla realtà per elaborare fantasie che spingeranno all’azione.
– Fase di puntamento: l’assassino va a caccia della vittima.
– Fase della seduzione: il killer seduce, inganna e cattura la vittima.
– Fase della cattura: il controllo sulla vittima.
– Fase omicidiaria: si ha lo scarico emotivo e sessuale del killer.
– Fase totemica: il protrarre del piacere dopo l’omicidio.
– Fase depressiva: la disillusione ed il ritorno ad una realtà inadeguata e solitaria.
Nella definizione del Codice Deontologico, l’ostetrica “riconosce la centralità della donna, della coppia, del neonato, del bambino, della famiglia e della collettività ed attua interventi adeguati ai bisogni di salute, nell’esercizio delle funzioni di sua competenza per la prevenzione, cura, salvaguardia e recupero della salute individuale e collettiva.”
Allora, cosa possono fare le ostetriche? Fondamentale è lavorare in equipe, quindi cooperare con psicologi, insegnanti, assistenti sociali. Infatti, l’ostetrica potrebbe lavorare anche informando ed educando tramite corsi all’interno delle scuole di istruzione secondaria, dove possono anche essere somministrati dei test con delle domande che possono far intendere se un minore è o è stato vittima di violenze. Inoltre, si può lavorare indirizzando il minore a denunciare atti di bullismo piuttosto che favorendoli o essendone vittime.
L’obiettivo che ci si propone è quello di far capire ai minori, agli insegnanti e a tutte quelle persone che fanno parte della vita di un minore quanto sia importante assicurarsi che egli abbia una vita più normale possibile, l’aiuto necessario, la tutela necessaria e tutto ciò di cui ha bisogno un soggetto della sua età. Gli sforzi devono essere rivolti a una buona informazione per far si che i minori siano trattati da psicologi e specialisti e non abbiamo dei comportamenti devianti anche in età adulta.
L’ostetrica, infatti, dovrebbe attuare delle campagne di sensibilizzazione al riguardo in modo da diminuire il numero di minori vittime di violenze e che un giorno potrebbero diventare criminali, violentatori e carnefici. Quindi fondamentale è cercare per quanto possibile di tutelare i minori, perché l’abuso pervade tutta la persona minore, parti del se, per cui il controllo delle emozioni e l’interpretazione della sessualità subiscono un danno irreparabile.