Il ruolo chiave delle emozioni nellʼinsorgenza di infarti miocardici: la componente psicologica della gestione dello Stress è un fattore chiave

Dr. Massimo Agnoletti

Psicologo

Dottore di ricerca

Esperto di stress e
Psicologia positiva

Titolare del Centro di Benessere Psicologico

Favaro Veneto (VE)

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Abstract

Data emerging from the recent scientific literature indicate that among the decisive factors triggering acute myocardial crisis there is also an intense emotional psychological activation.
Therefore, it remains strategic at clinical and preventive level consider as a priority, in addition to aspect most closely related to cadiovascular motor activation, also the specific management of negative stress (distress) that can determine traumatic myocardial output.

I dati che emergono dalla recente letteratura scientifica indicano che tra i fattori decisivi nellʼinnescare una crisi miocardica acuta cʼè anche lʼintensa attivazione emotiva psicologica.
Rimane quindi strategico a livello clinico e preventivo considerare prioritario considerare, oltre naturalmente allʼaspetto più strettamente allʼattivazione motoria cadiovascolare, anche la specifica gestione dello stress negativo (disstress) che può determinare lʼevento miocardico traumatico.

Introduzione

Tutti abbiamo presente la classica scena cinematografica in cui una persona, quasi sempre di sesso maschile, dopo unʼaccesa discussione con unʼaltra persona o uno sforzo fisico particolarmente intenso, improvvisamente si stringe il petto e crolla per terra quasi immobilizzato dal dolore lancinante espresso anche nel volto dovuto allʼattacco cardiaco in corso.
Qualche anno fa mia madre vide in prima persona un parente che, alterato da un comportamento minaccioso di un suo vicino di casa particolarmente aggressivo che lo insultava rabbiosamente, cadde a terra stroncato da un infarto.
Un ampio studio internazionale di persone di tutto il mondo (52 paesi), pubblicato nellʼOttobre del 2016 dalla prestigiosa rivista Circulation, (Smyth et. al, 2016) suggerisce che lo sforzo muscolare troppo vigoroso o lʼagitazione emotiva particolarmente intensa
possono effettivamente scatenare un infarto.
Gli studiosi hanno chiesto a più di 12.000 sopravvissuti ad un attacco cardiaco che cosa avevano fatto durante l’ora precedente l’evento traumatico dal punto di vista miocardico.
Sforzo fisico eccessivo e la rabbia o lʼagitazione emotiva sono fattori scatenanti associati al primo episodio di infarto miocardico acuto in tutte le regioni del mondo, sia negli uomini che nelle donne, e in tutte le fasce di età considerate (età media era di 58 anni).
Le persone che erano o arrabbiate o alterate emotivamente o impegnate in attività motorie intense avevano il doppio del rischio di avere un infarto un’ora dopo.
I partecipanti dello studio che erano agitati emotivamente oltre ad essere anche coinvolti in attività motoria gravosa erano tre volte più a rischio.
Lo studio non dimostra la natura della tipologia di connessione causale che lega le condizioni che hanno anticipato gli attacchi di cuore alle crisi cardiache stesse ma i risultati confermano ciò che si era stato già verificato in molti studi simili ma analizzando campioni molto più limitati nella numerosità.
Qual è dunque la dinamica che mette in rapporto i fattori che facilitano le crisi cardiache e gli attacchi cardiaci veri e propri?
I ricercatori dicono che essere sconvolti emotivamente cioè essere coinvolti in esperienze che tecnicamente possono essere definite come un acuto Stress negativo (distress) di natura psicosociale o impegnarsi in attività motorie particolarmente intense, aumenta in maniera significativa la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, la vasocostrizione di vasi sanguigni oltre a ridurre l’afflusso di sangue al cuore e moltissime altre modifiche fisiologiche, metaboliche e cellulari.
I meccanismi legati alla gestione dello Stress emotivo acuto attivano una massiccia e quasi istantanea sequenza specifica di modificazioni psicofisiche che riguardano aspetti psicologici, neurali, metabolici e cellulari ben noti alla letteratura scientifica da ormai diversi anni anche se solo abbastanza recentemente conosciamo anche i dettagli organici soprattutto biomolecolari dei processi sottostanti queste modificazioni.
Nello Stress acuto le conseguenze psicofisiche sono più facili da individuare per la natura macroscopica di alcuni eventi più facilmente osservabili e quindi misurabili ma similmente la componente psicologica gioca un ruolo chiave nella dinamica non acuta (cronica) come sempre più ricerche scientifiche stanno dimostrando.
Le implicazioni cliniche di questi dati transculturali sono rilavanti.
I risultati suggeriscono che i professionisti dovrebbero consigliare ai pazienti di ridurre al minimo l’esposizione ad intensi stati di rabbia o di agitazione emotivi a causa del potenziale rischio di innescare un infarto miocardico acuto.
Come già sottolineato anche uno sforzo muscolare intenso dal punto di vista cardiovascolare pesante può innescare un infarto del miocardio pertanto, dati i consolidati benefici della regolare attività fisica a lungo termine, i professionisti sanitari dovrebbero
continuare a consigliare ed informare i pazienti sui benefici di una sana e moderata attività fisica regolare specialmente svolta allʼaperto.
Un buon suggerimento come prevenzione degli attacchi cardiaci non si può però solo limitare, come generalmente pensato, al condurre una regolare e moderata attività motoria per rendere il cuore muscolarmente più resistente o al nutrirsi più correttamente per ridurre le possibilità di problemi funzionali cardiocircolatori ma deve includere anche una efficace e produttiva gestione dello Stress.
Se non si comprende lʼimportanza della specifica gestione psicologica dello Stress che ciascuno di noi possiede, non si può cogliere la differenza tra la vita e la morte che cʼè tra la persona che in maniera aggressiva e violenta ha provocato la morte della disgraziata vittima citata allʼinizio di questo scritto e la vittima stessa di questo tragico episodio.
Entrambe le persone (la vittima ed il molestatore) erano coinvolte in una dinamica emotivamente intensa e connotata da rabbia ma a pagare il prezzo mortale di questa interazione è stata la persona (non entrambe) che purtroppo aveva una poco efficace gestione psicofisica dello Stress.
Identificare la specifica tipologia di gestione psicologica dello Stress che abbiamo è una competenza specifica dello psicologo e richiede un expertise concernente la complessa interazione tra i sistemi psico-neuro-endocrino-immunitari sottostanti.
Quando si parla di Stress nella sua accezione scientifica le competenze di riferimento sono assolutamente trasversali perché richiedono di cogliere la complessità emergente dallʼintreccio dei diversi sistemi psicofisici appena citati ma come per valutare lo stato di salute del sistema cardiocircolatorio la figura professionale più indicata e preparata è il cardiologo, per identificare lo specifico stile di gestione dello Stress è lo psicologo il professionista più idoneo (non il medico, ne lo psichiatra, ne lo psicoterapeuta che non hanno nel loro iter formativo questa specifica competenza).