Medical News

230 borse per dottorati: confermati i primi 53 milioni del PNR

Misure attira-ricercatori e 4 cluster

Stanziati i primi 53 milioni per l’attuazione del Programma Nazionale per la Ricerca (Pnr): 20 sono dedicati a 230 dottorati innovativi, 30 a misure per attrarre in Italia ricercatori di eccellenza e per supportare gli studiosi italiani che intendano partecipare ai bandi europei e 3 per realizzare quattro cluster dedicati a Made in Italy, Beni Culturali, Energia e Blue Growth.

Lo rende noto il ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, che dà così il via alla realizzazione del Programma presentato il 2 maggio scorso. “Avevamo promesso i primi bandi entro l’estate e stiamo rispettando la tempistica”, rileva in una nota il ministro Stefania Giannini. “I primi passi del Pnr – ha aggiunto – confermano l’attenzione specifica di questo Governo al capitale umano e ai giovani”. PTra le prime misure previste, il ministro indica in particolare quelle che puntano a sostenere i ricercatori italiani nella competizione per i fondi del Consiglio Europeo della Ricerca (Erc) e per attrarre in Italia di chi vince questo tipo di finanziamento. Obiettivo dei dottorati innovativi, prosegue il ministro, è rafforzare la collaborazione fra università e imprese, “mettendo in contatto il nostro sistema produttivo con i migliori talenti per sostenere e incentivare l’innovazione del Paese”.
Per quanto riguarda i circa 20 milioni del Fondo di Sviluppo e Coesione destinati a migliorare delle performance dei ricercatori italiani nei bandi Erc, sono destinati soprattutto al Sud e prevedono tre linee di azione, presentate dal ministero nell’intervento ‘Fare ricerca in Italia’, relativo alla prima tranche dei finanziamenti previsti dal Programma Nazionale della Ricerca.
La prima misura prevede che enti pubblici di ricerca e università selezionino i ricercatori con i requisiti necessari per candidarsi alla competizione Erc nella categoria “starting grant”, garantendo loro un affiancamento per la presentazione di progetti di ricerca di eccellenza. Si prevedono per questo sportelli dedicati, che serviranno anche ad informare tutti i potenziali interessati sulle opportunità offerte dai bandi Erc. 
La seconda misura è rivolta ai ricercatori che hanno già partecipato ad una selezione dell’Erc (con una valutazione pari ad A e un punteggio non inferiore a 75) ma che non hanno ricevuto finanziamenti per esaurimento del budget. Enri di ricerca e università potranno finanziare il rafforzamento delle loro proposte ai fini di una ricandidatura, a patto che i ricercatori individuino o confermino istituzioni di riferimento università o enti italiani, preferibilmente nel Mezzogiorno.
La terza misura, infine, punta ad attrarre in Italia i vincitori dei finanziamenti Erc. Per questo enti e università dovranno garantire un finanziamento aggiuntivo a favore dei vincitori che scelgano come sede l’Italia. Il finanziamento permetterà, in particolare, di attivare borse di dottorato o altre iniziative per favorire la creazione di un gruppo di ricerca a supporto del vincitore Erc.
Poichè i fondi di Sviluppo e Coesione andranno a finanziare soprattutto il Sud, agli investimenti in Ricerca nel Centro Nord sono destinati 10 milioni del Fondo per gli investimenti della Ricerca Scientifica e Tecnologica (First).