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6° Focus Reumatologico. A Ragusa il 15 e 16 Novembre 2019 un grande evento formativo. Bentivegna: “Dobbiamo favorire la workability del paziente reumatico”

6° Focus Reumatologico - Dott. Mario Bentivegna
“Tra diagnosi precoce e prevenzione della cronicità alla luce delle terapia innovative” è il titolo del  6° Focus Reumatologico in programma nell’Hotel Poggio del Sole di Ragusa il 15 e 16 Novembre su iniziativa del dott. Mario Bentivegna, consigliere nazionale della SIR e responsabile della rete reumatologica dell’ASP.
Suddiviso in 7 sessioni e organizzato da AV Eventi e Formazione, l’obiettivo dell’evento formativo, particolarmente atteso, è quello di informare la medicina territoriale sulle nuove strategie diagnostico e terapeutiche; di formare una nuova coscienza socio-sanitaria sulle opportunità di cogliere le malattie in una fase precoce ed individuare un percorso virtuoso in cui inserire il paziente; di sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di attivare una rete assistenziale che vede il ruolo del MMG centrale nelle gestione del paziente con patologie osteoarticolari e autoimmunitari.
Si tende ad un coinvolgimento massimo che parta dal reumatologo come specialista principale per gli aspetti medico-assistenziali, al chirurgo ortopedico e al riabilitatore.
I temi centrali su cui si svilupperanno le varie sessioni sono di grande attualità e il Focus, come è nella sua qualificata tradizione, punta a offrire upgrade e spunti di riflessione e confronto sulla diagnosi precoce per riconoscere le patologie nel loro nascere e, grazie alle armi farmacologiche in possesso, aggredirle in modo da limitare il danno irreversibile.
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“Tema centrale – ha dichiarato il dott. Bentivegna – anche la prevenzione della cronicità, in quanto tale condizione provoca un danno, non solo al paziente nella sua sfera sanitaria, ma anche in quella relazionale sia in campo familiare che sociale. Ma gestione delle risorse – avverte – è fondamentale. I farmaci biologici hanno reso possibile un vero approccio patogenetico alle malattie autoimmunitarie, rallentando, se non bloccando, la progressione delle malattie e migliorando, sia in termini di qualità che di quantità, la vita dei pazienti.  L’alto costo di questi farmaci, purtroppo, ha provocato un forte condizionamento nel loro uso per la scarsità delle risorse economiche disponibili. L’immissione sul mercato di farmaci come i biosimilari o le piccole molecole, a costo sicuramente calmierato rispetto agli originator, apre nuovi spazi e maggiori opportunità di utilizzo”.
Passaggio fondamentale nell’uso delle risorse è quello della valutazione anche i costi sociali legati all’assistenza complessiva e alla perdita delle giornate di lavoro. “Bisogna allargare la prospettiva, studiare l’impatto complessivo delle cure, puntare sulla diagnosi precoce che può ridurre – nel tempo – l’impatto negativo degli effetti della malattia – prosegue Bentivegna –  producendo un impatto positivo sulla workability. Gli argomenti trattati, oggi più che mai, necessitano di un giusto approfondimento sia da un punto di vista diagnostico che terapeutico. Il miglioramento delle indagini bio-strumentali, le terapie innovative, le linee guida da seguire per la appropriatezza prescrittiva, il monitoraggio della patologia e altro ancora, spingono a ricercare, in modo sempre più frequente, momenti di approfondimento e dibattito per patologie, come quelle reumatologiche, ad alta incidenza sulla popolazione e – conclude Bentivegna – ad alto impatto sulla qualità di vita dei pazienti”.