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A Siracusa si potrà usare la tecnica della “via anteriore” per la protesi all’anca

Anche a Siracusa si potrà contare, all’interno dell’istituto ortopedico Villa Salus, sull’utilizzo di una tecnica mini invasiva negli interventi di chirurgia all’anca e contemporaneamente ottenere l’inserimento più performante delle protesi attraverso l’utilizzo dei robot in sala operatoria. Sono le novità esplicitate nel secondo focus dedicato alla medicina robotizzata che si è svolto sabato alla sala congresso dell’hotel Parco delle Fontane a Siracusa con il coordinamento scientifico del dott. Emanuele Lombardo, direttore del reparto di Chirurgia Ortopedica a Villa Salus e con ospite, tra gli altri, uno dei massimi esperti nel campo della chirurgia dell’anca del Sud Italia, il dottor Giovanni Vavalle, responsabile di Ortopedia dell’Ospedale Santa Maria di Bari. Il focus, curato dalla segreteria organizzativa di Elements, ha approfondito l’utilizzo della robotica, concentrandosi sull’artoprotesi dell’anca con accesso anteriore diretto e con accesso postero laterale.

Con la sessione live surgery direttamente dalle sale operatorie, sono state illustrate sul campo le tecniche da applicare per la chirurgia protesica all’anca attraverso un intervento mini invasivo. In particolare è stato spiegato ai medici presenti l’opportunità di un accesso mediante la “via anteriore” con una piccola incisione da sviluppare intorno all’inguine riducendo notevolmente il trauma chirurgico e contemporaneamente preservando i tessuti sui quali il chirurgo va ad operare.“Questo tipo di intervento avviene accedendo attraverso la cosiddetta via anteriore – ha spiegato il dott. Vavalle – cioè nella parte alta e anteriore dell’articolazione, vicino all’inguine. Con una piccola incisione di otto-dieci centimetri è possibile procedere ad impiantare una protesi in titanio, passando attraverso uno spazio naturale, tra piani muscolari, senza la necessità di sezionare o distaccare i relativi tendini. I muscoli vengono così divaricati e quindi risparmiati dalla aggressione dell’intervento chirurgico. E questo consente un rapido recupero funzionale della deambulazione e ridotte perdite ematiche e meno dolore”.

Fra gli aspetti positivi della chirurgia protesica mini-invasiva vi è la fondamentale riduzione del periodo di degenza di circa il 50% rispetto ai tempi della chirurgia protesica tradizionale con un più veloce ritorno alle attività della propria vita.

“Un’innovazione che anche a Siracusa possiamo attuare – spiega il dott. Emanuele Lombardo – con una tecnica che permette di superare il tradizionale intervento chirurgico per tutti quei casi dove è possibile questo tipo di applicazione. La via di accesso anteriore è in verità già citata in testi di medicina vecchi anche di 100 anni ma oggi la si riscopre forti di innovazioni tecnologiche e sulla base dell’esperienza del chirurgo che ha modo di poterla scegliere riducendo il più possibile l’impatto dell’intervento. Alla manualità del chirurgo si affianca la precisione del robot nella sistemazione della protesi e questo consente al paziente di poter contare su una guarigione più rapida e un recupero avanzato della funzionalità”.