Allergie alimentari estive. Occhio al pesce

Il problema delle allergie alimentari sta diventando sempre più diffuso e stagionale. D’estate, in particolar modo, bisogna stare attenti a crostacei e pesce.

A dirlo è Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Altri alimenti a rischio sono i kiwi, che possono dare reazioni alla prima somministrazione in chi e’ allergico ai pollini degli alberi, e poi, complice magari anche il fatto che si va in vacanza all’estero, alcuni tipi di frutta secca, come gli anacardi, e alcune specie, come il cumino.

“In particolare, chi e’ allergico al pesce e’ generalmente allergico a tutti i pesci, anche se ci possono essere delle eccezioni” spiega Fiocchi, che sottolinea come l’allergene del pesce sia unico per tutti e stabile dal punto di vista termico: delle reazioni si possono avere mangiandolo ma anche, nei casi di forte allergia, solo sentendone l’odore. Ad esempio passando da una pescheria può verificarsi che il bambino come anche l’adulto, sviluppi una reazione asmatica. Mangiando nei ristorantini sulla spiaggia o prendendo il pesce in pescheria, può verificarsi a volte che il pesce fresco non sia conservato bene e si sviluppi invece la cosiddetta sindrome scombroide, una sorta di pseudo-allergia.

“La cosa importante, se non si sa che il piccolo ha un’allergia, e’ non farsi prendere dal panico. Ciascuna manifestazione dell’allergia ha le sue cure. Nel caso di una reazione maggiore, l’anafilassi, bisogna rivolgersi al Pronto Soccorso, ma e’ difficile che accada senza segni premonitori” conclude Fiocchi, che evidenzia come per chi va in vacanza, e’ allergico, ed ha già utilizzato farmaci a base di adrenalina, e’ consigliato avere con se il foglio dell’allergologo con il piano d’azione che dice cosa fare.