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ALZHEIMER, IN ARRIVO IL BRACCIALE PER I MALATI IN “FUGA”

E’ in arrivo il bracciale, grande quanto un telefono cellulare, per localizzare i malati di Alzheimer che si allontanano dalla propria casa.

L’introduzione di questa nuova tecnologia è stata fortemente voluta dai Ministeri dell’Interno, della Salute e del Lavoro ed il Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse. Obiettivo dell’intesa è quello di favorire la geolocalizzazione delle persone scomparse affette dalla malattia di Alzheimer o altri disturbi neurodegenerativi. In Italia si contano circa 700 mila persone affette da demenza e sono 1.298 le persone ultrasessantacinquenni scomparse.

Questo tipo di patologia porta spesso i malati ad allontanarsi dal proprio domicilio con il rischio di perdersi e di mettere a repentaglio la propria vita, come più volte accaduto.

Il progetto punta così a dotare i malati, nelle fasi iniziali della patologia, di un dispositivo elettronico da portare al collo o alla cintura (dal costo di 100-150 euro) che consente di rintracciarli attraverso un allarme generato dal sistema di controllo.

Se le prime ricerche non hanno esito verrà attivata la sala operativa delle forze di polizia.

“Ci siamo sempre mossi – ha spiegato il commissario di Governo per le persone scomparse, Vittorio Piscitelli – sulla ricerca degli scomparsi ora ci muoviamo finalmente sul terreno della prevenzione perchè purtroppo gli affetti da Alzheimer sono potenziali scomparsi”. Il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, firmatario del protocollo, lo ha definito “un ottimo strumento per dar voce alle esigenze dei malati e delle loro famiglie”.

Mentre il sottosegretario al Lavoro, Massimo Cassano, ha sottolineato che “il dovere dello Stato è cercare di dare risposte immediate, rendendo sempre più tempestive le ricerche con una collaborazione stretta tra tutte le Istituzioni”.