fbpx

Anche il cervello degli adulti può essere attaccato dal virus Zika

Lo indicano esperimenti sui topi

Non solo il cervello del feto, ma anche quello degli adulti è vulnerabile a Zika. Il virus infatti è capace di aggredirlo, danneggiando cellule fondamentali per la memoria e l’apprendimento perché capaci di sostituire i neuroni danneggiati. Lo hanno scoperto sui topi i ricercatori guidati da Joseph Gleeson, della Rockfeller univeresity, il cui lavoro è pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell.

”E’ la prima volta che si osservano gli effetti di Zika sul cervello adulto – commenta Gleeson – e possiamo dire che l’infezione non è così innocua come si pensava”, anche se serviranno ulteriori studi per capire se questo danno ha delle implicazioni biologiche a lungo termine o può influire sul comportamento. Per un altro autore della ricerca, Sujan Shresta, ”Zika può entrare nel cervello degli adulti e portare devastazione, anche se la maggior parte di chi viene infettato raramente mostra sintomi. L’effetto del virus sugli adulti può essere più sottile, e ora sappiamo che cosa cercare”. 

Il virus Zika agisce uccidendo le cellule staminali neuronali, cioè le cellule progenitrici dei neuroni, che sono abbondanti nel feto, ma di cui rimangono due ‘sacche’ anche in quello adulto, vulnerabili al virus. Sotto il suo attacco, queste cellule si perdono e riducono. ”Negli adulti Zika non attacca tutto il cervello, come avviene nel feto, ma solo queste cellule’, cruciali per apprendimento e memoria”, spiega Gleeson. 
Chi è in salute normalmente riesce a prevenire l’attacco del virus, ma chi ha un sistema immunitario indebolito potrebbe essere vulnerabile al virus, con possibili effetti nel lungo periodo sulla memoria o nella comparsa della depressione, tutti comunque da verificare.