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Anziani all’università diventano più forti contro la demenza

I nonni studiosi acquisiscono riserve mentali protettive

L”’Università della terza età” potrebbe allontanare il rischio di ammalarsi di demenza.

E’ quanto si evince da uno studio australiano che mostra come gli anziani che seguano corsi universitari, nel giro di alcuni anni, aumentano la loro cosiddetta ”riserva cognitiva”, ossia una ”deposito” di capacità mentali che parecchi studi hanno dimostrato utile a rallentare il declino e ridurre il rischio di demenza. Pubblicato sulla rivista Neuropsychology, lo studio è stato condotto da Megan Lenehan University of Tasmania-Launceston.

I risultati, spiega Lenehan, indicano che non è mai troppo tardi per costruirsi una riserva cognitiva da usare per rallentare gli effetti dell’età sulla nostra mente.

Lo studio ha coinvolto 359 persone di 50-79 anni. Gli esperti hanno monitorato per 4 anni le loro capacità cognitive mentre i volontari si erano spontaneamente segnati a corsi universitari di vario tipo. E’ emerso che, rispetto a individui di simile età che non seguono alcun corso, i “nonnini universitari” mantengono più fresche le loro capacità cognitive e la loro riserva mentale risulta arricchita.

La riserva cognitiva è come un tesoro di capacità cognitive che la nostra mente “mette da parte” per aiutarci ad affrontare la vecchiaia, resistendo ai fisiologici danni cerebrali che si sommano con gli anni. Ricerche hanno dimostrato che conseguire da giovani un buon livello di istruzione permette di costruirsi una ricca riserva e quindi di essere più protetti da insorgenza di demenza. Questo nuovo studio mostra che anche da anziani l’istruzione può essere ancora efficace come metodo per rimpolpare il nostro tesoro mentale che ci aiuta a resistere al peso della vecchiaia.

Gli esperti continueranno a seguire nel tempo questi individui per vedere se tale riserva li protegge negli anni dal rischio di demenza.