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Anziani: il passo costante è l’ago del benessere mentale

Negli anziani il modo di camminare è uno specchio che riflette la salute, l’integrità strutturale del cervello: infatti una ricerca pubblicata sulla rivista Experimental Gerontology evidenzia che una camminata ”disordinata”, incostante, caratterizzata da elevata variabilità nella velocità, tratto dopo tratto, è associata a danni strutturali della ‘materia grigia’ del cervello, ovvero dei neuroni.

La ricerca, che vede tra gli autori l’italiano Luigi Ferrucci che lavora presso il prestigioso National Institute on Aging statunitense, è stata condotta da Qu Tian che spiega in un’intervista all’ANSA: “porre attenzione alla variabilità del passo di un individuo potrebbe servire come marcatore precoce del declino della integrità cerebrale”.

Gli esperti hanno coinvolto 449 individui di 50 anni o più afferenti allo studio ”Baltimore Longitudinal Study of Aging” tutti privi di malattie neurologiche all’inizio dello studio.

Hanno valutato l’integrità strutturale del cervello di ciascuno in 16 aree neurali selezionate (coinvolte ad esempio nella memoria, nelle abilità cognitive e motorie etc) con una tecnica di imaging. Poi hanno valutato il tipo di camminata di ciascuno con un test ad hoc che si chiama ”lap time variation” e che misura la variabilità nella velocità del passo su un percorso di 400 metri. In particolare questo indice si ottiene misurando la velocità che un individuo impiega a percorrere dieci intervalli di 40 metri su un percorso totale di 400 metri. Più è alto questo indice, cioè più è variabile la velocità (con tanti cambiamenti di tratto in tratto), più il passo risulta incostante, disordinato. Ebbene gli esperti hanno trovato che all’aumentare della variabilità del passo di un anziano aumentano i danni strutturali a livello della materia grigia o più propriamente aumentano le ”falle” nella sua integrità.

Per quanto non si possa individuare una relazione di causa-effetto, conclude Tian, questo lavoro suggerisce che osservando il modo di camminare di un anziano si possa in qualche modo predire il rischio che il suo cervello presenti dei danni a livello della materia grigia.