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Appello per bandire il concetto di razza dalla genetica umana

Sulla rivista Science, inutile per la ricerca e pericolosa per la società
Basta con il concetto di razza negli studi di biologia e genetica applicati all’uomo: oltre ad essere una categorizzazione inutile ai fini della ricerca scientifica, puo’ diventare un pericoloso strumento di discriminazione nella societa’. A dirlo e’ un gruppo di esperti di biologia, genetica, scienze sociali e giuridiche, che dalle pagine della rivista Science lanciano un appello al mondo scientifico affinche’ si superi il concetto di razza e si convochi un tavolo per definire un nuovo vocabolario che descriva la diversita’ umana.

”E’ tempo che i biologi trovino un modo migliore”, si legge nell’articolo firmato da Michael Yudell, esperto di salute pubblica della Drexel University di Philadelphia, Dorothy Roberts, giurista dell’universita’ della Pennsylvania, Robert DeSalle, biologo evoluzionista dell’American Museum of Natural History, e Sarah Tishkoff, genetista dell’universita’ della Pennsylvania.

I quattro esperti ritengono che il concetto di razza dovrebbe essere eliminato dalla genetica umana, visto che moltissimi studi hanno gia’ dimostrato l’inconsistenza scientifica di questa categorizzazione: al suo posto potrebbero essere usati altri termini, come ‘popolazione’ o ‘stirpe’. ”Il linguaggio e’ importante – affermano – e il linguaggio scientifico ha una notevole influenza sul modo con cui il pubblico, inclusi gli stessi scienziati, comprendono la diversita’ umana”.

Se le riviste scientifiche facessero uno sforzo per rinnovare e definire meglio il loro vocabolario, ”si potrebbe mandare un messaggio importante, ai ricercatori cosi’ come al pubblico: le categorie storiche delle razze, considerate come naturali e intrise di concetti di superiorita’ e inferiorita’, non hanno posto nella biologia”. Da qui l’appello, rivolto all’Accademia statunitense delle scienze, affinche’ convochi un tavolo di esperti di tutte le discipline ”per superare l’uso della razza come strumento di classificazione nella ricerca clinica e di laboratorio”.