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Attacchi hacker: Banche dati genetiche a rischio

Condividere le informazioni genetiche tra ricercatori è fondamentale per i progressi della ricerca biomedica, ma presenta dei rischi per le sicurezza. Anche le grandi banche dati genetiche sono infatti a rischio di attacchi hacker, come hanno verificato due ricercatori dell’università di Stanford sulle pagine dell’American Journal of Human Genetics.

Suyash Shringarpure e Carlos Bustamante hanno utilizzato una tecnica di pirateria informatica per dimostrare che esistono delle falle nella sicurezza delle banche dati genetiche. Vale a dire che, se finissero nelle mani sbagliate, le informazioni sulle condizioni di salute potrebbero essere oggetto di furti e ricatti. Ad esempio, se qualcuno riuscisse ad avere accesso al genoma di una persona potrebbe verificare se è presente nei database delle persone con determinate malattie.

Gli autori della ricerca stanno adesso stanno collaborando con gli investigatori della Global Alliance for Genomics and Health, una rete di dati genetici che consente ai ricercatori di cercare varianti genetiche tra i vari database per studiare malattie rare e trovare altri gruppi di studiosi con cui collaborare. L’obiettivo è individuare strategie di prevenzione.

Una soluzione adottata dal database, chiamato Beacon project, è quella di ‘de-identificare’ i genomi dei singoli individui, in modo che i nomi e altre informazioni identificative non siano collegati al genoma. Ma anche così, i ricercatori hanno calcolato che qualcuno in possesso del genoma di un individuo potrebbe localizzarlo nel database. In un server con il genoma di mille persone 5.000 domande permettono di identificare una persona. Ci sono però alcune misure preventive che si possono adottare, conclude lo studio, come unire i set di dati per rendere più difficile l’identificazione della loro fonte, proibire ai ricercatori anonimi di fare richieste, richiedere l’approvazione dell’utente, e limitare l’accesso per una piccola parte del genoma.