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AUTISMO. NUOVO ACCORDO PRIVATI-ISS PER DIAGNOSI PRECOCI

Le cose potrebbero cambiare per i bambini affetti da autismo e per le loro famiglie. L’accordo suggellato  tra l’Istituto superiore di sanità (Iss), che coordina il Network Italiano per il riconoscimento precoce dei Disturbi dello Spettro Autistico (Nida), e la Fondazione ‘I Bambini delle Fate’, si pone come obiettivo arrivare ad una diagnosi precisa dell’autismo sin dai primi mesi di vita.

Ad oggi la certezza della malattia arriva in media anche a 5 anni di età e dopo enormi sofferenze. Una cura efficace, infatti, ancora non c’e’ ma l’intervento precoce è in grado di limitare notevolmente i danni.

Il Nida monitorerà direttamente a casa per i primi 6 mesi e in tutta Italia i bambini nuovi nati con fratelli o sorelle autistici, quindi i piccoli vengono monitorati dai centri locali partner fino ai 36 mesi di età. Questo per rilevare precocemente i segni della malattia, dal momento che per un bimbo con familiari autistici il rischio di insorgenza della patologia è superiore di circa il 20%. I primi studi, spiega Maria Luisa Scattone, responsabile del Nida ”ci dicono che bambini colpiti da disturbi legati ad autismo presentano, già nelle prime settimane di vita, alcune anomalie nel pianto e nel movimento spontaneo. Se questi dati venissero confermati in un più ampio campione e sarà possibile associare tali anomalie ad alcune caratteristiche cliniche e biologiche dei pazienti presi in esame, potrà essere attivato un monitoraggio per la loro identificazione precoce, già nel primo anno di vita”.

L’obiettivo del progetto è dunque arrivare a definire un protocollo scientifico unico per la diagnosi precoce dell’autismo.

Il progetto verrà finanziato in parte con contributi pubblici in parte con fondi privati.

”Oggi le donazioni volontaristiche e gli sms non bastano più. Ha dichiarato il presidente dell’Associazione ‘Bambini delle fate’ Franco Antonello – Da imprenditore ho capito che bisogna portare la mentalità imprenditoriale nel sociale: la nostra Fondazione riceve fondi di 500-1000 euro al mese da 650 aziende, con cui abbiamo stipulato dei contratti. Tutto viene rendicontato pubblicamente su quotidiano nazionali ogni tre mesi, aggiornando sui 32 progetti in corso in tutta Italia e citando le aziende che ci supportano. In questo modo abbiamo finanziato progetti per 5 mln di euro in 10 anni. E’ la via da seguire”.