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Aviaria: Oms, rischio trasmissione rimane basso

Virus mutano, ora epidemie in uccelli non ‘invisibili’

Il rischio di trasmissione umana dei virus dell’influenza aviaria attualmente in circolazione rimane basso, ma è comunque bene evitare, se si viaggia nei paesi colpiti, il contatto con animali vivi. Lo ha affermato Wenqing Zhang, capo del Global Influenza Programme dell’Oms, in una conferenza stampa. I virus che stanno colpendo in tutto l’emisfero nord, ha sottolineato l’esperta, soprattutto l’H7N9 in Cina e l’H5N8 in Europa, continuano a mutare. “In particolare l’H7N9 sta diventando altamente patogenico negli uccelli, e mentre prima non dava sintomi evidenti ora danno epidemie ‘visibili’.
Il comportamento nell’uomo però non si è modificato”. Anche per i virus H5 che circolano in Europa e Medio Oriente, ha sottolineato Jackie Katz, del centro di riferimento Oms di Atlanta, i rischi di trasmissione all’uomo sono bassi. “Quando i virus circolano nei polli ci sono dei contagi sporadici – ha precisato -, ma il rischio è basso. Consigliamo comunque di evitare il contatto con gli uccelli, di allevamento o selvatici, o con superfici che potrebbero essere state contaminate, nei paesi interessati, e di applicare le regole basilari di igiene, a partire dal lavaggio frequente delle mani”.
Dallo scorso ottobre sono 460 i casi umani di influenza aviaria H7N9 in Cina, un numero molto più alto di quello registrato negli anni scorsi, ha sottolineato Zhang, precisando però che le altre caratteristiche dell’infezione, dalla mortalità all’età media, non sono cambiate. “Al momento non ci sono indicazioni per un cambiamento nelle terapie associate a queste infezioni – ha aggiunto l’esperta, sottolineando come il rischio di trasmissione da uomo a uomo rimane basso -. Anche i cambiamenti osservati nella patogenicità negli animali non sembrano aver influito su quella nell’uomo”.
L’organizzazione sta monitorando attentamente tutti i cambiamenti nei virus influenzali, ha aggiunto Zhang, con interventi che vanno dalla valutazione dei rischi alla selezione di nuovi candidati vaccini. “L’Oms – ha sottolineato – sta anche rafforzando la capacità di risposta dei singoli stati, organizzando l’accesso ai vaccini pandemici e lo stoccaggio di antivirali”.