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Balbuzie e la sfida di Marinella Napoli: partecipante di The Voice

Ha questo problema dall’età di 3 anni

Cantando ha sempre potuto comunicare quello che a parole non riusciva a dire in quanto balbuziente dall’età di tre anni: una fatica e una frustrazione incredibile per chi ne soffre, spesso vittima anche di derisioni. Marinella Napoli ha 25 anni, è una cantante e musicista di Bitonto, conosciuta dal pubblico di The Voice per aver partecipato alle audizioni. Adesso è determinata a sconfiggere la balbuzie e mandare un messaggio positivo a chi soffre di questo disturbo, soprattutto ai ragazzi. In questi giorni Marinella è a Milano per un corso intensivo di 8 giorni in un centro specializzato nel suo problema, fondato da un ex balbuziente.
 
   La storia di Marinella Napoli è emersa durante le “Blind Audition” (le audizioni dove i coach scelgono i cantanti ascoltandone solo la voce, senza vederli). Aveva commosso tante persone che soffrono di questo problema. Chi è balbuziente infatti, anche se fatica a parlare, può cantare senza problemi. E così, come molti altri cantanti e attori, cantando Marinella si esprime perfettamente. “Ho ricevuto molti messaggi che mi hanno fatto riflettere – spiega Marinella -. Nella mia vita ho cominciato a balbettare quando avevo tre anni. Anche per questo non ho mai considerato invalidante questa problematica. In fondo ha sempre fatto parte di me. L’ingresso nel mondo del lavoro, come insegnante di musica, mi ha fatto capire però che questo ostacolo andava superato. La sincerità di una cara amica, Isabella, che mi ha messo davanti alla realtà, ha fatto il resto”.

Giovanni Muscarà, siciliano, ha fondato Vivavoce Institute in Inghilterra nel 2011 dopo aver risolto il problema che lo affliggeva fin da piccolissimo e dopo numerose umiliazioni subite dai compagni di classe che lo prendevano in giro, come spesso accade. Non è stato facile superare la balbuzie, in quanto non tutti i metodi provati hanno dato i loro frutti.
 
   “Fin da bambino – racconta Muscarà – avevo provato su di me cosa significava soffrire di balbuzie e cercare un rimedio. I miei genitori mi avevano fatto provare un numero infinito di corsi che risolvevano parzialmente questo problema. Mi accorgevo che mancava qualcosa. Non avevo pieno controllo del mio corpo e di tutti quegli elementi che servono a produrre il suono. Ho approfondito questo argomento con una fisioterapista, che inizialmente pensava che avessi sbagliato specialista. Da questa intuizione però è partito tutto perché insieme abbiamo scoperto delle relazioni importantissime e così ho iniziato a coinvolgere esperti dei vari settori interessati per elaborare un approccio diverso, a 360 gradi. L’ho provato su di me per primo”.
   Durante questa settimana con Marinella Napoli si lavora affinché la ragazza “riprenda il controllo delle parti fonatorie e acquisisca una maggiore fluenza per poter realizzare quello che lei sogna, a cominciare dal ritorno a The Voice nella prossima stagione”. Il corso intensivo dura 8 giorni, e dà già visibili risultati (come si può notare dall’intervista che Marinella ha rilasciato a metà corso), poi si procede con un altro percorso.

   L’approccio in questo caso è multidisciplinare, spiega Valentina Letorio, neuropsicologa, responsabile dei corsi. Anche lei ha superato brillantemente la balbuzie. “Agiamo a 360 gradi su più livelli: motorio, respiratorio, fono-articolatorio ed emotivo-comportamentale. Durante i primi giorni, con il fisioterapista del nostro staff lavoriamo sulla coordinazione motoria anche grazie a un software all’avanguardia. Poi con un logopedista affronteremo la distensione muscolare. Infine ci metteremo alla prova nelle situazioni di vita quotidiana che possono generare ansia come chiedere informazioni ai passanti o fare delle ordinazioni al telefono. Si tratta di un percorso impegnativo, che io stessa ho fatto tempo fa, e che porta risultati concreti. Non a caso chi si iscrive paga il corso soltanto al termine delle lezioni a obiettivi raggiunti”.

  Il messaggio di Marinella è chiaro e positivo: “Spero che chi ha il mio stesso problema lo affronti senza paura e non si arrenda lasciando gli studi o scegliendo un lavoro che non prevede il contatto umano, per paura o per vergogna. Io ho potuto aggrapparmi alla musica e al canto, che ho sempre definito la ‘voce dell’anima’ perché mi ha dato la possibilità di comunicare quello che non potevo dire a parole”. Marinella Napoli dedica e canta la canzone Over the Rainbow, “con la speranza che ciascuno possa spiccare il volo, al di là dell’arcobaleno”.