Bimbi con ‘tre genitori’, tecnica diventa sicura al 99%

Verso cura per malattie ereditarie trasmesse da madre

Diventa possibile curare con una sicurezza del 99% molte malattie ereditarie trasmesse per via materna. Per la prima volta la cosiddetta tecnica dei ‘bambini con tre genitori’ è stata sottoposta a un test fondamentale, condotto dal gruppo di Shoukhrat Mitalipov, del Centro di ricerca sulla terapia genica dell’Università dell’Oregon. I risultati, pubblicati sulla rivista Nature, sono definiti dagli stessi ricercatori una “prova di principio” per la prevenzione.

Diventa cioè possibile evitare la trasmissione delle malattie genetiche veicolate dal Dna che viene trasmesso solo dalla madre e che si trova nelle centraline energetiche delle cellule, chiamate mitocondri. Da anni si discute sulla tecnica per evitare la trasmissione del Dna dei mitocondri portatore di anomalie. La strategia consiste nel sostituire, nell’ovulo della donna portatrice di una malattia genetica, il Dna mitocondriale anomalo con Dna mitocondriale sano. Per questo, erroneamente, parlando di questa tecnica ci si riferiva a bambini con tre genitori. Parlare di tre genitori “è improprio perchè la costituzione genetica del bimbo è dei due genitori in quanto il Dna dei mitocondri non entra a costituire il genoma del nuovo nato”, ha rilevato il direttore del laboratorio di Biologia dello Sviluppo dell’università di Pavia, Carlo Alberto Redi.

”Si avvicina la prospettiva di una terapia per le malattie mitocondriali”, ha commentato nello stesso numero della rivista Nature Eric Shoubridge, del Dipartimento di Genetica umana dell’università canadese di Montreal. 

Finora autorizzata solo nel Regno Unito, nel settembre scorso la tecnica ha portato alla nascita di un bambino in Messico. L’esperimento pubblicato oggi su Nature è stato condotto su ovuli di donne portatrici di malattie mitocondriali: tre erano portatrici di una malattia neurologica progressiva chiamata sindrome di Leigh e una della sindrome di Melas, che può provocare crisi epilettiche e ischemia cerebrale. Dopo aver sostituito negli ovociti il Dna mitocondriale anomalo con quello sano, i ricercatori hanno ottenuto embrioni che contenevano oltre il 99% del Dna sano. Soltanto in alcuni casi le cellule embrionali avevano il Dna mitocondriale materno.

”Si tratta comunque di un bellissimo risultato che chiarisce gli ultimi dubbi e critiche sulla fattibilità di questa tecnica”, ha rilevato Redi. Adesso, ha concluso, “speriamo che anche gli altri Paesi, tra cui l’Italia, la offrano a tutti tramite il Servizio Sanitario Nazionale”.