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CANCRO ALL’OVAIO, ACTO STILA IL DECALOGO DELLE COSE DA SAPERE SUL PIU’ SUBDOLO DEI TUMORI FEMMINILI

ROMA – L’Acto, l’Alleanza contro il tumore ovarico Onlus ha stilato l’elenco delle dieci cose da sapere per scovare il cancro all’ovaio e per annientarlo prima possibile. Questo tumore “nell’80% dei casi – spiega Giovanni Scambia, direttore del Dipartimento per la salute della donna e del bambino dell’Università Cattolica di Roma – si presenta in stadio avanzato poiché è subdolo, caratterizzato dall’insorgenza di sintomi vaghi e aspecifici, quali la dispepsia, la distensione addominale, la sazietà precoce e i dolori addominali diffusi”. Per avviare una opportuna campagna di sensibilizzazione su una tipologia di cancro tra i meno noti, l’Acto promuove l’iniziativa itinerante ‘Scatti d’energia – Insieme contro il tumore ovarico’. Ecco le dieci le informazioni chiave che tutte le donne devono conoscere: il tumore ovarico è il più aggressivo dei tumori ginecologici; è il meno conosciuto dei tumori della donna; riconoscere i primi segnali di allarme può salvare la vita e migliora la diagnosi precoce; la diagnosi precoce migliora le probabilità di sopravvivenza; non esistono strumenti di prevenzione o test di screening; esistono strumenti di indagine diagnostica; le cure esistono ma sono ancora limitate; esiste una nuova opzione terapeutica: la terapia anti-angiogenica. “Se compare un sintomo nuovo che diventa persistente nel tempo – raccomanda Scambia – è importante rivolgersi tempestivamente al proprio ginecologo o al proprio medico curante così da effettuare indagini semplici (come un’ecografia), ma estremamente sensibili nella individuazione di masse addominali e di liquido in addome”. In ogni caso, la diagnosi tempestiva resta fondamentale per aumentare le probabilità di battere il tumore ovarico: se viene diagnosticato in stadio iniziale, la sopravvivenza a 5 anni è del 75-95%, mentre scende al 25% per quelli in fase molto avanzata. “Negli ultimi anni – prosegue Scambia – dal punto di vista terapeutico, nell’armamentario del ginecologo oncologo e dell’oncologo medico si è aggiunto un farmaco antiangiogenetico che agisce bloccando la formazione dei nuovi vasi tumorali. Grazie a questo farmaco, somministrato in associazione alla chemioterapia, si è ottenuto un miglioramento della curabilità di tale patologia senza gravare sulla qualità di vita delle pazienti”.

19 Marzo 2015