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Cataratta, a ciascuno il suo cristallino

Esperto, SSN rimborsi intervento base e paziente compartecipi

Per l’intervento di cataratta non è più praticabile il tipo di rimborso a prestazione (Drg) oggi previsto dal Servizio sanitario nazionale. La soluzione potrebbe essere quella di accettare la compartecipazione del paziente. Lo afferma Lucio Buratto, fra i più noti oftalmologi italiani, direttore del Centro Ambrosiano Oftalmico, precisando che “col miglioramento delle tecnologie il sistema non è più in grado di andare incontro alle molteplici esigenze dei pazienti”.
   
Sono oggi qualcosa come 600 mila gli interventi di cataratta fatti ogni anno in Italia – spiega l’oftalmologo – un tipo di intervento entrato nella routine, in grado di salvare la vista ed entrato di diritto fra quelli offerti dal Servizio sanitario nazionale che gli ha assegnato una precisa retribuzione (DRG) per le strutture, pubbliche o accreditate, che lo eseguono.
   
Il fatto è che le tecnologie oggi permettono non solo di sostituire il cristallino opacizzato con uno artificiale trasparente, ma anche di utilizzare cristallini capaci anche di correggere i più disparati difetti visivi.
   
“Spesso il paziente – spiega Buratto – ha anche una miopia, o l’ipermetropia. E allora è soddisfatto se fai in modo che non debba più usare gli occhiali. Se poi c’è anche l’astigmatismo le cose si complicano: bisogna fare degli esami in più prima dell’ intervento e posizionare il nuovo cristallino nella posizione giusta. E per ordinare un cristallino astigmatico ci vuole un’ organizzazione che lo faccia. Se poi si vuole correggere anche la presbiopia bisogna fare ancora degli esami in più. E ancora: che tipo di cristallino? Morbido, rigido, intervento con il laser? Se il paziente decide di fare tutto, diventa un intervento molto impegnativo, dovrebbero esserci DRG diversi”.
   
Ma lo stesso Buratto comprende che nel momento attuale, con la ‘coperta’ corta della spesa sanitaria, questo può essere un problema. E si unisce alla richiesta della SOI, la Società Oftalmologica Italiana, nel proporre che, fermo restando un tipo di intervento di base, uguale per tutti, con un DRG che copra un certo tipo di prestazione, “si dovrebbe consentire al paziente di integrare il costo dell’intervento. In Germania, se la struttura è in grado di rimborsare solo l’intervento di base, è prevista la compartecipazione del paziente che vuole un intervento più completo, che gli cambi la qualità della vita”.