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Cellule staminali ‘Amleto’, riparano il cranio e le ossa del volto

Per curare deformità congenite
Scoperte le cellule staminali ‘Amleto’, specializzate nel rigenerare e riparare le ossa del cranio e della faccia: individuate nei topi, potrebbero aprire la strada a nuove terapie per ricostruire i volumi della testa deformata da malattie congenite e traumi, ma anche dagli esiti di interventi chirurgici particolarmente invasivi per la rimozione di tumori di testa e collo.
Il risultato si deve ai ricercatori dell’Università di Rochester, a New York, che pubblicano i risultati degli esperimenti sulla rivista Nature Communications.

Le staminali delle ossa cranio-facciali sono state individuate lungo le articolazioni fisse che uniscono le ossa piatte della testa, le cosiddette suture. Queste cellule ‘bambine’ sono uniche e diverse da quelle che producono le ossa lunghe del corpo, come il femore o la tibia. I ricercatori le hanno trovate passando in rassegna tutte le cellule del cranio che hanno acceso il gene ‘assina-2’: la sua mutazione nei topi scatena una grave malformazione, la craniosinostosi, che nei neonati può causare sviluppo ritardato e un innalzamento della pressione intracranica potenzialmente fatale.

Studiando il ruolo di queste cellule e del gene assina-2 nella formazione e nella rigenerazione delle ossa della testa, i ricercatori sono riusciti a risalire fino alle staminali, usando una tecnica che in futuro potrebbe essere impiegata per scoprire malattie delle ossa determinate da anomalie nelle staminali.
Per queste e per altre deformità del cranio, causate ad esempio da traumi o interventi chirurgici, si apre dunque la strada della medicina rigenerativa: i ricercatori puntano ora sullo sviluppo di nuove terapie cellulari a base di staminali per ricostruire e ridisegnare cranio e volto.