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COLON IRRITABILE, IN UN CASO SU 4 E’ RESPONSABILE IL GLUTINE

L’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri ha pubblicato uno nuovo studio per verificare la reale diffusione della sensibilità al glutine.

I risultati mettono in evidenza che, un paziente su quattro, non soffre più di disturbi attribuiti alla sindrome del colon irritabile o ad altre alterazioni dell’apparato digerente, se cessa l’assunzione di alimenti contenenti glutine.

“Pertanto – sostiene lo studio – è possibile ipotizzare che questi pazienti potrebbero essere sottoposti a una terapia esclusivamente basata sulla dieta, simile a quella per la malattia celiaca”.

Oltre alla celiachia “si sta delineando oggi un nuovo disordine, la ‘sensibilità al glutine’, sempre causato dall’ingestione di questo alimento, ma che colpisce pazienti né celiaci né allergici al grano”. Si stima che potrebbe interessare tra il 5 e il 10% della popolazione italiana. Questo disturbo provoca sintomi simili a quelli della sindrome dell’intestino irritabile (dolore addominale, gonfiore) ma anche manifestazioni come eczemi, prurito, cefalea, che di solito insorgono a subito dopo aver ingerito cibi con glutine, e regrediscono molto rapidamente quando li si esclude dalla dieta.