Medical News

Costruito il primo circuito che converte ogni tipo segnale

Un circuito elettronico “tuttofare”, capace di convertire segnali ottici, acustici e onde radio, promette di mettere in grado la prossima generazione di computer di trattare e immagazzinare grandi quantita’ di informazioni. Descritto sulla rivista Nature Photonics, il circuito e’ stato costruito negli Stati Uniti, dall’Istituto americano per gli standard e o’e tecnologie (Nist).

Il suo nome tecnico e’ circuito “piezo-optomeccanico” e potrebbe essere la soluzione per superare i limiti dei circuiti attuali, destinati a raggiungere una soglia oltre la quale non saranno piu’ efficienti. A mano a mano che la miniaturizzazione avanza, diventa necessario ripensare anche i circuiti tradizionali ed e’ per questo che i ricercatori sono al lavoro per studiare interfacce con altri sistemi fisici in grado di veicolare informazioni, come la luce e i suoni. La scommessa e’ studiare il modo per convertire i segnali da un sistema all’altro.

La luce, per esempio, veicola molte informazioni senza interferenze con l’ambiente e senza accumulare calore. Il suo limite e’ che non puo’ immagazzinare le informazioni per lunghi periodi. Le onde acustiche, invece, sono gia’ utilizzate nelle comunicazioni wireless e sembrano promettenti per la capacita’ di conservare a lungo i suoni.

Riunendo tutte questi mezzi e le loro caratteristiche in unico dispositivo, i ricercatori del Nist hanno realizzato il circuito “poliglotta”, capace di immagazzinare le informazioni usando luce e suoni. Il cuore del circuito e’ stato ottenuto grazie alle nanotecnologie ed e’ una sorta di minuscolo fascio luminoso nel quale sono scavate delle cavita’ che si comportano come una galleria degli specchi per le particelle di luce (fotoni); nella stessa galleria vengono imprigionate anche le particelle acustiche (fononi), che cominciano a cambiarsi energia interagendo con quelle luminose e influenzandosi a vicenda.