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Dalla preistoria riemerge il verme ‘guerriero’

Vissuto 500 milioni di anni fa, era armato di corazza e spine

Il verme ‘guerriero’ si è risvegliato: dopo un sonno lungo 535 milioni di anni, è riemerso dalle sabbie della preistoria ancora armato di tutto punto, con la sua corazza di difesa e dieci spine acuminate come lance.

Lungo appena due millimetri, il suo fossile è stato scoperto da un gruppo di paleontologi cinesi in uno scavo vicino Nanchino: descritto sulla rivista Scientific Reports, testimonia l’esistenza di una specie finora sconosciuta, chiamata Eokinorhynchis rarus, che potrebbe essere l’antenato più antico degli attuali vermi marini noti come chinorinchi.

Piccolo e stravagante, il verme ‘guerriero’ aveva cinque paia di spine, cave e larghe, posizionate bilateralmente lungo il tronco, che a sua volta era diviso in segmenti ricoperti da placche. Proprio questa curiosa anatomia ha fatto subito pensare ad una stretta parentela con i moderni chinorinchi, che comprendono circa 240 specie di invertebrati marini.
Il verme corazzato aveva il corpo diviso in tre parti: la testa, che include una bocca a cono con denti disposti ad anelli; il collo; un tronco, diviso in 11 segmenti. Da tempo studiati per capire come si sia originata la segmentazione dell’organismo, i chinorinchi hanno comunque sempre rappresentato un enigma, data la mancanza di fossili che raccontassero l’evoluzione. Viste le numerose analogie, il verme guerriero potrebbe dunque essere un loro antenato, il tassello mancante che gli evoluzionisti cercavano da tempo.