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Defibrillatori difettosi, morte sospetta all’Elba

Apparecchio St Jude impiantato su anziana, già controllata

Un’anziana morta all’Isola d’Elba aveva subito l’impiantato di un defibrillatore della ‘St Jude Medical’, l’azienda Usa che aveva allertato le cardiochirurgie italiane su alcuni modelli potenzialmente difettosi. Lo rende noto l’ Azienda Usl Toscana nord ovest che, nel corso di uno dei controlli straordinari dovuti al ‘richiamo’ di questo genere di pazienti, l’aveva avvisata del problema. Non è ancora chiaro se la morte sia dovuta al defibrillatore e la Ausl ha segnalato il caso alla procura di Livorno. 
La stessa Ausl, che ha confermato la “piena disponibilità a fare emergere con chiarezza quanto accaduto”, ha reso noto che la signora, 77 anni, morta alla fine di novembre, era stata sottoposta a impianto di ICD (defibrillatore cardioverter) nel 2012 e che eseguiva i normali controlli periodici. “A seguito della segnalazione ricevuta dalla ditta fornitrice degli impianti oggetto di alert, l’Ausl – si spiega in una nota – ha proceduto a richiamare la signora per una visita straordinaria eseguita a Portoferraio l’11 novembre scorso e in quella occasione la paziente e la figlia sono state informate della problematica emersa a livello internazionale”.
Al momento del controllo, che risale all’inizio di novembre, la memoria dell’impianto non ha evidenziato aritmie o terapie erogate (la signora non era pacemaker dipendente) e il device aveva ancora il 69% di capacità residua, ovvero aveva una carica in grado di assicurare il suo regolare funzionamento. “Nel corso dell’incontro – spiega ancora la Ausl – era stata segnalata la presenza di un allarme a vibrazione che si sarebbe attivato nel caso di esaurimento della batteria ed erano state date indicazioni alla signora e ai familiari sul comportamento da seguire in caso di avviso. Conformemente alle indicazioni condivise dal Ministero della Salute e dalla Associazione Italiana Aritmologia e Cardiostimolazione (Aiac) – conclude la nota – era stato programmato un nuovo controllo a tre mesi”.