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Diabete: Sesti, 5 per 1000 cittadini a ricerca sarebbe svolta

Pres. diabetologi, ogni 6 secondi nel mondo muore un diabetico

Se i 4 milioni di pazienti diabetici in Italia “donassero il 5 per 1000 alla ricerca sul diabete, si potrebbero fare ulteriori e fondamentali passi avanti, così come accaduto ad esempio per la ricerca sul cancro, sarebbe una svolta”. A sottolinearlo il presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), Giorgio Sesti, in occasione del convengo al Senato ‘Il diabete in Italia fra ricerca e assistenza’.
    “E’ prioritario avere più fondi per la ricerca a fronte dei numeri in costante crescita della malattia: ogni 6 secondi – ha affermato Sesti – nel mondo muore una persona per diabete, per un totale di 1,5 mln di morti l’anno e il tasso di mortalità di questa patologia è balzato dal 18/mo al 14/mo posto dal 2014 al 2015, segno che il diabete è ancora una malattia fortemente sottovalutata”. A ciò si aggiungono i costi enormi, ha ricordato il presidente della Fondazione Diabete Ricerca onluss, Enzo Bonora, “dovuti alle complicanze del diabete che, solo in Italia, ogni anno, causa 75mila infarti, 50mila ictus e 10mila amputazioni”. Per questo, ha annunciato, “scriveremo al ministero dell’Economia per esporre i costi della malattia, evitabili se vi fossero finanziamenti adeguati per la ricerca”.
    Eppure la ricerca italiana sul diabete è “a livelli di eccellenza – ha rilevato Bonora – con 50 gruppi sul territorio, 500 ricercatori e 4mila lavori pubblicati negli ultimi 16 anni”.
    Nonostante i numeri, però, la malattia resta ‘sottodimensionata’: “Solo in Italia – ha affermato l’endocrinologo Stefano Del Pratro dell’Università di Pisa – il 15% delle risorse destinate alla Sanità è impegnato per il diabete, l’8,8% di quelle destinate alla Sanità a livello mondiale”. Sul fronte delle terapie, tuttavia, i passi avanti della ricerca mondiale sono notevoli: “Prossimi obiettivi in via di concretizzazione – conclude Del Prato – sono ad esempio l’insulina intelligente, che si rende disponibile nella giusta quantità a seconda delle esigenze del paziente, ed anche un vaccino preventivo per il diabete di tipo 1, oltre a 250 nuove molecole in sviluppo contro il diabete di tipo 2”.