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Nel Dna delle stelle marine la storia evolutiva dell’ormone

Studio di ricercatori britannici per il segreto della pubertà

E’ custodita nel Dna delle stelle marine, la storia evolutiva dell’ormone che dà il via alla maturazione sessuale negli umani, ovvero l’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH). Lo hanno scoperto i biologi della Queen Mary University di Londra, che pubblicano sulla rivista Scientific Reports i risultati delle ricerche condotte in collaborazione con l’università britannica di Warwick e l’università Cattolica di Lovanio in Belgio.

Per ricostruire l’origine della ‘scintilla’ che accende la pubertà, in passato sono state condotte numerose ricerche sul moscerino della frutta, l’insetto più studiato nei laboratori di biologia, in cui sono stati scoperti due ormoni simili al GnRH: il primo, chiamato AKH, serve all’insetto per mobilizzare le riserve di grasso da cui ricavare l’energia necessaria al volo, mentre il secondo, chiamato corazonina, gli fa battere più forte il cuore. 

Per ricostruire la storia evolutiva che ha portato ad avere un unico ormone GnRH nell’uomo, però, bisognava cercare ulteriori informazioni su altri animali invertebrati più vicini a noi. Così i ricercatori britannici hanno cominciato a studiare le stelle marine, scoprendo che anche loro sono dotate di due ormoni simili al GnRH come il moscerino della frutta. 

”Circa mezzo miliardo di anni fa negli oceani vivevano animali con un unico gene necessario alla produzione dell’ormone simile al nostro GnRH”, spiega il fisiologo Maurice Elphick della Queen Mary University. ”In seguito – aggiunge – questo gene si è duplicato e le due copie hanno dato origine a due ormoni simili al GnRH che troviamo ancora oggi nel moscerino della frutta e nelle stelle marine. In qualche punto lungo la linea evolutiva che ha portato agli umani, però, l’ormone corazonina si è perso”.
Ciò che non è ancora chiaro, rilevano i ricercatori, è come gli antenati dell’uomo siano riusciti a cavarsela con un solo tipo ormone GnRH.