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Donne operate al seno, Toscana esempio nelle commissioni invalidità

Pinuccia Musumeci giornata sul cancro

Grazie all’associazionismo delle donne operate di tumore al seno e alla volontà politica, finalmente, ci sarà anche la presenza di un oncologo o un senologo nelle commissioni di invalidità in Toscana. Arrivato il via libera unanime del Consiglio regionale alla legge “Disposizioni in merito alla Commissione unica di accertamento sanitario della condizione di disabilità”.

Soddisfatto il presidente della commissione sanità Stefano Scaramelli, secondo cui “é stato adottato un provvedimento a vantaggio delle donne operate al seno, un gesto di speranza e sensibilità. Ma non basta. Proverò – prosegue – ad incidere perché tutte le altre regioni d’Italia possano fare altrettanto. Una piccola  grande rivoluzione fortemente sollecitata dalle organizzazioni volontarie impegnate su questo fronte e rappresentate da Pinuccia Musumeci, presidente di Toscana Donna, organismo che riunisce tutte le associazioni regionali che si occupano di tumore al seno.

Musumeci era stata ascoltata proprio  in commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli, in merito al “Progetto rosa-Commissione di invalidità”. La  presidente aveva fedelmente riportato le testimonianze di numerose donne, le quali si sono sentite porre domande inutili e imbarazzanti. Non solo. Si erano sentite mettere in dubbio l’esistenza stessa della malattia e della sofferenza a loro carico.

Con questo importante provvedimento, secondo Pinuccia Musumeci il modus operandi  viene modificato sostanzialmente a beneficio delle pazienti.

“La donna – ricorda la presidente Musumeci – si rivolge alla commissione di invalidità pensando di essere in una situazione protetta, invece ne esce in piena crisi perché deve “dimostrare” di essere stata operata chirurgicamente mostrando le sue cicatrici. Si trova, nei fatti,  a dover convincere della gravitá del suo stato, persone che non conoscono la patologia; costretta a dover ribadire elementi essenziali come per esempio ‘che la chemioterapia la sta distruggendo, che il triplonegativo non è un tumore da cui si guarisce, che il braccio corrispondente alla dissezione ascellare non può essere sottoposto a sforzi'”.

Uno stillicidio dalla deriva imbarazzante e mortificante che non aiuta lo stato psicologico delle pazienti già duramente provato. Ma ora dalla Toscana arriva l’inversione di rotta, da esempio per tante regioni italiane.

“Con un oncologo/senologo presente al colloquio davanti la commissione – conlude soddisfatta Pinuccia Musumeci – la paziente non dovrà dimostrare alcunché in quanto lo specialista saprà leggere e interpretare la sua cartella clinica”.