fbpx

Entro il 2017 la Banca Dati Nazionale del Dna

Lenzi, ‘allineate’ le procedure di 15 laboratori

E’ in dirittura d’arrivo la Banca Dati Nazionale del Dna: entro il 2017 si prevede di completare le procedure per l’accreditamento dei 15 laboratori di riferimento. “E’ stata appena approvata la checklist da mandare a tutti i laboratori”, ha detto all’ANSA Andrea Lenzi, presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita, incaricato di rilasciare i nulla osta ai laboratori, di garantire che osservino le norme tecniche, nonché di fare verifiche e ispezioni.
La checklist prevede una serie di domande su metodologia e organizzazione del lavoro, alla quale i laboratori dovranno rispondere al fine di rendere più omogenee le procedure di lavoro. In maggio, ha detto ancora Lenzi, è previsto l’inizio delle visite ai laboratori da parte del collegio dei cinque genetisti che hanno parte del Comitato e che è presieduto dallo stesso Lenzi e da Giuseppe Novelli, dell’università di Roma Tor Vergata. Di volta in volta i genetisti si organizzeranno in gruppi di tre per visitare i laboratori e dare le autorizzazioni, che poi saranno rilasciate in via definitiva dal Comitato Nazionale per la Biosicurezza.
“Le prime visite sono previste in maggio – ha detto ancora Lenzi – ed entro l’anno è atteso il parere su tutti i laboratori”. Questi ultimi si trovano in 11 città di tutta Italia. Il laboratorio centrale è a Roma, a Rebibbia, quattro sono della Polizia scientifica (Torino, Roma, Napoli e Palermo), quattro del Ris dei Carabinieri (Parma, Roma, Cagliari e Messina), un altro laboratorio è della Polizia penitenziaria (Roma) e altri cinque sono presso il Centro Regionale Antidoping ‘A. Bertinaria’ di Orbassano (Torino), l’ospedale Careggi di Firenze, lo Studio Indagini Mediche e Forensi di Reggio Calabria, il Laboratorio di Genetica Forense dell’Università di Roma Tor Vergata e il Laboratorio di Genetica Forense degli Ospedali Riuniti di Ancona.
Istituita sulla base del Trattato di Prum del maggio 2005, la Banca Dati Nazionale del Dna è stata attivata di fatto nel 2016 e nel giugno dello stesso anno è iniziata la raccolta dei campioni biologici negli istituti penitenziari.
Attualmente i campioni prelevati appartengono a 38.000 soggetti fermati e arrestati dopo convalida da parte del giudice. I 15 laboratori che fanno capo alla Banca Dati del Dna ricevono i campioni prelevati con un tampone di saliva o i frammenti di tessuti biologici prelevati sulle scene del crimine; quindi ottengono la mappa del Dna e la trasformano in informazione che viene archiviata nel server che si trova presso il laboratorio centrale. Il software che permette di organizzare i dati si chiama Codis (Combined Dna Index System) ed è fornito dall’Fbi alla direzione centrale della polizia criminale.
La Banca Dati del Dna è anonima: non vi figurano nomi ma solo codici e la corrispondenza tra un profilo del Dna e la persona è possibile solo con un dispositivo in possesso di 10 operatori. A ulteriore garanzia della riservatezza, il Garante della privacy eserciterà il controllo sulla Banca Dati del Dna.