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EU4Health: la risposta dell’UE all’emergenza epidemiologica da Covid-19

La pandemia da Covid-19 ha messo in luce le fragilità ed inefficienze del SSE. Le politiche sanitarie hanno evidenziato come la Spesa Pubblica sia stata sempre considerata un costo piuttosto che un investimento. La risposta dell’EU a questa necessità è l’EU4Health. Tale programma costituisce il più grande piano per la salute in termini finanziari. La digitalizzazione e l’innovazione costituiscono lo strumento che permette ai Paesi Europei di essere più competitivi a livello globale e di porre le basi per un miglioramento complessivo della qualità del lavoro e della vita degli individui.


Autore

Dott.ssa Alessandra Savino – Junior Assistant Lum Business School & Consulting – Università LUM Casamassima (BA).


La pandemia da Covid-19 ha messo in luce le fragilità ed inefficienze latenti della maggior parte dei Sistemi Sanitari Europei.

Le politiche sanitarie, poste in essere prima della pandemia, hanno evidenziato come la Spesa Pubblica sia stata sempre considerata un costo piuttosto che un investimento. Inoltre è stata concentrata in misura prevalentemente sugli interventi curativi trascurando, come emerso dalla crisi che stiamo vivendo,  la medicina preventiva. L’emergenza da COVID-19,dunque, evidenzia il primario bisogno di costruire sistemi sanitari resilienti, rivolti al paziente in termini di accessibilità, qualità delle cure ed efficienza.

La risposta dell’EU a questa necessità è l’EU4Health. Tale programma, prevedendo lo stanziamento di fondi pari a 9,4 miliardi di euro, costituisce il più grande piano per la salute in termini finanziari. Tre sono i principali obiettivi che persegue il fondo.

Il primo consta nel consolidamento della capacità dell’UE nell’affrontare minacce sanitarie costituendo riserve di forniture mediche, di personale sanitario ed esperti che possano essere mobilitati sull’intero territorio europeo, nonché favorendo un incremento delle attività di monitoraggio delle possibili minacce per la salute.

Sebbene il numero di medici e infermieri sia aumentato in quasi tutti i Paesi dell’UE, in molti di essi permangono importanti carenze. Quest’ultime sono emerse bruscamente durante la pandemia, comportando una forte pressione degli operatori sanitari presenti.

Difatti l’accesso effettivo ai diversi tipi di cure può essere limitato, oltre che dei lunghi tempi di attesa o dalla distanza per raggiungere la struttura sanitaria, della carenza di operatori sanitari.

Il secondo obiettivo è volto al miglioramento dei sistemi sanitari al fine di renderli preparati alla gestione di possibili future epidemie. Tale obiettivo è perseguito mediante: una maggiore e più accurata prevenzione delle malattie, l’incremento della promozione della salute fra la popolazione anziana, la digitalizzazione dei sistemi sanitari e una maggiore facilità di accesso all’assistenza sanitaria per i soggetti più vulnerabili. La digitalizzazione e l’innovazione costituiscono lo strumento che permette ai Paesi Europei di essere più competitivi a livello globale e di porre le basi per un miglioramento complessivo della qualità del lavoro e della vita degli individui. L’Italia è considerata un “innovatore moderato” posizionandosi al di sotto della media dell’Unione. Sarà necessario, quindi, un importante investimento nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie.                Il terzo e ultimo obiettivo mira a garantireprezzi più accessibili dei medicinali e dei dispositivi medici, promuovendo un uso prudente ed efficace degli antimicrobici ed incentivando un’innovazione medica e farmaceutica più sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Importante è la costruzione di un’Europa più “verde”.

Difatti, tra le 168 000 e le 346 000 morti premature nei Paesi dell’UE possono essere attribuite ogni anno all’inquinamento dell’aria causato da polveri sottili. Di conseguenza si presenta importante anche investire sulla transazione ecologica. Essa costituisce un’importante e fondamentale obiettivo del Fondo NextGenerationEU.

Quest’ultimo, così come previsto dal Green Deal, prevede la diminuzione dell’inquinamento mediante la riduzione dell’emissioni di gas serra e il miglioramento dell’efficienza energetica durante le attività produttive.

L’UE mira inoltre: ad intensificare gli interventi volti alla prevenzione e alla cura di malattie quali il cancro, le infezioni resistenti agli antimicrobici ad aumentare i tassi di vaccinazione; ad incrementare la ricerca per le malattie rare; a ricercare forme di cooperazione internazionale in caso di minacce globali quale ad esempio il covid-19.

Necessaria, al fine che le misure adottate possano avere l’esito positivo prospettato, è la responsabilizzazione delle persone, dei cittadini, delle famiglie. La salute pubblica è il prodotto delle scelte individuali e delle famiglie, che a loro volta, influenzano la salute della comunità.

La voce della società civile, nelle sue forme associative come le organizzazioni di pazienti, giovanili e quelle degli anziani, è un fondamentale strumento per migliorare i risultati sanitari nonché le prestazioni del sistema sanitario e per attirare l’attenzione in merito alla salubrità degli ambienti, gli stili di vita o i prodotti dannosi per la salute e sulle lacune relative alla qualità e alla fornitura di assistenza.

 

Vi sono ulteriori programmi che completeranno l’EU4Health: il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) per il sostegno ai gruppi vulnerabili nell’accesso all’assistenza sanitaria, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per il miglioramento delle infrastrutture sanitarie regionali, Orizzonte Europa per la ricerca in ambito sanitario, il meccanismo di protezione civile dell’UE/rescEU per creare scorte di forniture mediche di emergenza e l’Europa digitale e il meccanismo per collegare l’Europa per la creazione dell’infrastruttura digitale necessaria per gli strumenti sanitari digitali quali ad esempio la telemedicina.

Lo sviluppo di strumenti per la Telemedicina permette sia di ottenere risposte nuove per risolvere problemi tradizionali della medicina, sia di migliorare il servizio sanitario tramite una maggiore collaborazione tra i vari professionisti sanitari e i pazienti.

Essa permette: l’equità di accesso all’assistenza sanitaria, una migliore qualità dell’assistenza, la continuità delle cure, una migliore efficacia, efficienza, appropriatezza e il contenimento della spesa sanitaria, riducendo il costo sociale delle patologie.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

– Michael D. Barnes, Carl L Hanson,Len B. Novilla, Brianna M. Magnusson, AliceAnn C. Crandall and Gracie Bradford, (2020),  “Family-CenteredHealth Promotion:Perspectives for Engaging Families andAchievingBetterHealthOutcomes“, The Journal of Health CareOrganization, Provision, and FinancingVolume 57: 1–6

-Commissione Europea (2020), “EU4Health 2021-2027 – una visione per un’Unione europea più sana”https://ec.europa.eu/health/funding/eu4health_it

-Luciano Fassari (2020), “La telemedicina entra a pieno titolo nel Ssn. Ecco le linee guida del Ministero con le regole per visite, consulti, referti e teleassistenza”, Quotidianosanità.it, http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=90913

– MEF (2020), “Next Generation Italia, il Piano per disegnare il futuro del Paese”,www.mef.gov.it,  https://www.mef.gov.it/focus/Next-Generation-Italia-il-Piano-per-disegnare-il-futuro-del-Paese/