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Farmaci nell’organismo guidati da magneti

Promettenti i test sugli animali

Guidare farmaci all’interno del corpo umano e attivarli a comando senza strumenti invasivi o radiazioni pericolose: a renderlo possibile sarà la tecnica chiamata ‘Magnetic particle imaging’ (Mpi) pubblicata su Nature nel 2005 dai fisici Bernhard Gleich e Jürgen Weizenecker, del centro di ricerca Philips di Amburgo, ed entrata ora nelle prime fasi di test sugli animali. 

Un’idea innovativa, basata sulla possibilità di poter comandare nanoparticelle metalliche nel sangue usando un campo magnetico, selezionata tra le finaliste del Premio Europeo degli Inventori che si svolge il 9 giugno a Lisbona.

”Lo strumento nasceva con la semplice idea di studiare cosa avviene nel corpo umano senza usare radiazioni pericolose ma semplicemente un campo magnetico, lo steso delle calamite”. 

Pubblicata nel 2005 su Nature l’idea è stata poi sviluppata negli anni, anche da molti altri gruppi di ricerca internazionali, svelando molte possibili future applicazioni. “Concettualmente lo strumento è simile a un metal-detector che identifica la presenza e il movimento di nanoparticelle metalliche nel sangue rendendo possibile così avere una mappa tridimensionale di qualsiasi tessuto irrorato da vasi sanguigni”. 

I primi test eseguiti su animali e tra qualche anno si prevede la sperimentazione sull’uomo. Ma gli aspetti più interessanti, spiegano i ricercatori, potrebbero essere la applicazioni che stanno emergendo da questa capacità sempre sofisticata di controllare i campi magnetici. In futuro, ad esempio, si potranno iniettare farmaci antitumorali che non solo potranno essere trasportati verso le aree da colpire, ma essere attivati accendendo un ‘interruttore’, come con un telecomando, solo nel momento in cui devono entrare in azione.