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FIRE CHALLENGE E PURPLE DRUNK. LE NUOVE MODE ESTREME DEGLI ADOLESCENTI

Tra gli adolescenti statunitensi sta spopolando un nuovo pericoloso gioco, il “fire challenge”. Sempre più giovani si divertono a cospargersi il corpo di una sostanza infiammabile per poi darsi fuoco e gettarsi nel più breve tempo possibile sotto un getto d’acqua per spegnersi. Il tutto ripreso con telecamere o smartphone e caricato su Youtube e sui principali social network.

Al “fire challenge” si affianca il “Purple Drunk”,  un mix di sciroppo per la tosse, antistaminici e bevande gassate, limonate o spesso alcol che può provocare oltre che dipendenza, per la presenza di codeina, allucinazioni, euforia, e altri disturbi molto gravi.

Sono queste le mode killer che da qualche tempo hanno preso piede tra i giovani e che, nonostante la loro pericolosità, continuano a trovare nuovi adepti in tutto il mondo.

Secondo il dott. Luigi Janiri, docente di Psichiatria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e psicoanalista della Spi (Societaà psicoanalitica italiana), la diffusione così rapida di certi fenomeni estremi, dove si mette a repentaglio la propria vita, è la dimostrazione di un malessere sempre più profondo delle nuove generazioni.

“Ciò che deve maggiormente saltare agli occhi dei genitori è la solitudine, intesa come mancanza di scambi e relazioni vere, sostituite dall’isolamento e da pseudo-relazioni” aggiunge, sottolineando che però in molti casi “i ragazzi ricercano compulsivamente consenso e compagnia”, hanno bisogno di ‘raccontarsi e per le ‘bravate’ o altri gesti più gravi il confronto sul web avviene ormai con coetanei su scala globale. Infine, c’è l’elemento del dolore corporeo di cui il fire challenge è l’espressione più drammatica: “il corpo è l’interfaccia verso il mondo esterno, quello contro cui scagliare la rabbia se questa interfaccia non tiene, o anche visto come limite. Farsi male fisicamente e provare dolore può farmi sentire vivo, e quindi esistere”.