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Fondazione “Sant’Angela Merici”: la dignità delle persone al centro di tutto

di Salvo Falcone Direttore Responsabile Medicalive Magazine
Twitter: @falconesalvo

La Fondazione è una realtà d’accoglienza, che si occupa di attenzione ai soggetti deboli della società”.
Mons. Giovanni Accolla definisce così l’azione della struttura che eroga prestazioni riabilitative alle persone con disabilità e svolge altre fondamentali attività a beneficio di persone anziane e malati di AIDS.

Nel corso di un recente incontro sull’azione svolta dalla Fondazione, considerata ormai punto di riferimento e di eccellenza non solo per la città di Siracusa, ma per tutta la Regione, mons. Accolla è intervenuto sul rapporto tra pubblica amministrazione e fasce deboli della popolazione; un’interazione – che a sentire il vertice della Fondazione – appare stridente e contraddittorio.

“Una pubblica amministrazione attenta solo a pianificare i servizi partendo dalla preoccupazione di far quadrare i conti, dimenticando che il destinatario del servizio è l’uomo, nella sua dignità di persona – ha dichiarato mons. Accolla – favorisce la crescita del disordine sociale, dei soprusi e della corruzione tra politici, funzionari e imprese e raggiunge solo l’obiettivo del disservizio. Oserei dire che, dove ci sono disordine sociale, sopruso, corruzione e violenza – ha proseguito – alla base c’è sempre una cultura arrogante e mafiosa”.

Monsignor Giovanni Accolla
Monsignor Giovanni Accolla

Combattivo, determinato, dinamico e propositivo, mons. Accolla guida appunto la Fondazione S. Angela Merici, un’Onlus, un Ente ecclesiastico, senza scopo di lucro, che gestisce – tra l’altro – l’Istituto Psico-Pedagogico San’Angela Merici a Siracusa e a Canicattini Bagni; il Polo Fisioterapico Riabilitativo, che eroga prestazioni riabilitative libero-professionali; la Casa di Riposo per Anziani, intitolata a “Monsignor Salvatore Gozzo”; la Casa Alloggio “Madonna delle Lacrime” per malati di aids, sempre nel capoluogo aretuseo. “Al centro di ogni iniziativa – ritiene mons. Accolla – ci sono le persone con fragilità, con la loro domanda di servizi ma soprattutto con la loro dignità. Dobbiamo operare nella certezza che la loro disabilità o debolezza non sia un limite, ma una risorsa; la persona deve prevalere oltre qualsiasi preoccupazione economica.

Ecco perché – prosegue – l’attività medico sanitaria si fonda su una relazione interpersonale, insomma: un incontro tra una fiducia e una coscienza. La fiducia di un uomo segnato dalla sofferenza e dalla malattia che si affida alla coscienza di un altro uomo che può farsi carico del suo bisogno.

E’ proprio questo il ruolo svolto dall’operatore sanitario. In questi anni – ha puntualizzato mons. Accolla -abbiamo ristrutturato, riorganizzato e potenziato i servizi anche con attraverso il rinnovo della dotazione diagnostica e terapeutica.

Tuttavia se le ristrutturazioni sono state facili, la modifica delle abitudini, della mentalità, dell’approccio culturale sono invece un traguardo ambizioso e difficile. Per questa ragione s’impongono un maggiore coinvolgimento delle famiglie e un’alta formazione del personale, attraverso i corsi di qualificazione”.

Una realtà dinamica e un polo d’ eccellenza, per i quali mons. Accolla progetta il raggiungimento di nuovi traguardi sempre in linea con la mission della Fondazione: l’accoglienza è la prima porta che apre alla dignità della persona.