Gestire lo stress lavoro-correlato. Strategie e strumenti concreti per ben-essere, ben-lavorare e ben-vivere

Dott.ssa Enrica Brachi, Consulente innovazione culturale, Senior Trainer, Facilitatrice, Esperta di Comunicazione “generativa” e interpersonale”, Università di Siena. Dottorato di ricerca in Studi per la Pace

L’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro ha adottato la seguente definizione:

“lo stress lavoro correlato viene esperito nel momento in cui le richieste provenienti dall’ambiente lavorativo eccedono le capacità dell’individuo nel fronteggiare tali richieste”.

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Alcune statistiche per riflettere:

lo stress lavoro-correlato è il problema di salute più frequente legato all’attività lavorativa in Europa dopo i disturbi muscoloscheletrici. Circa la metà dei lavoratori considera lo stress lavoro-correlato un fenomeno comune nel proprio luogo di lavoro.

il 50–60% di tutte le giornate lavorative perse è riconducibile allo stress lavoro-correlato;
un recente sondaggio d’opinione europeo, condotto dall’EU-OSHA sulle cause più comuni dello stress lavoro-correlato, ha evidenziato tra queste la riorganizzazione del lavoro (per il 72% dei lavoratori), le ore lavorate o il carico di lavoro eccessivo (per il 66%) e il fatto di essere oggetto di comportamenti inaccettabili, come mobbing o molestie (per il 59%);

lo stesso sondaggio ha evidenziato che all’incirca quattro lavoratori su dieci pensano che lo stress non venga gestito adeguatamente nel proprio luogo di lavoro

solitamente, le assenze causate dallo stress lavoro-correlato tendono a essere più lunghe di quelle derivanti da altre cause.

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La buona notizia è che i rischi psicosociali si possono prevenire e gestire, indipendentemente dalle dimensioni e dalla tipologia di azienda, dato che esistono strumenti per gestire con efficacia lo stress, ampliando le capacità individuali per fronteggiare le richieste lavorative e sviluppando adeguate “strategie di coping” (fronteggiamento realtà), funzionali e contestualizzate.
Gli studi più recenti ed avanzati (P.N.E.I.: PsicoNeuroImmunoEndocrinologia, Maslach e Leiter – Work Engagement/Impegno, Benson – Harvard Medical School, Mindfulness, Intelligenza Emotiva, Psicologia Positiva, etc.) offrono molteplici ed interessanti strumenti operativi da metabolizzare e personalizzare per evitare le conseguenze del distress.

Esistono principi e tecniche avanzate di gestione dello stress, problem solving, decision making, attitudini vincenti/mindset/formae mentis strategiche da incrementare/rafforzare (creatività, coraggio, focus), proattività e response-ability per individuare ogni volta la “giusta distanza relazionale” nei problemi, con le persone, nei conflitti interiori e relazionali.

Acquisire una cultura in cui lo stress diviene eu-stress/“sale della vita” (e non veleno mortale) amplia la sfera d’influenza individuale a tutti i livelli (fisico, mentale, emozionale e spirituale/valoriale) per non subire le inevitabili difficoltà. Eliminando le interferenze si sprigiona il proprio potenziale, nonostante e talvolta grazie alle criticità. Anche se sicuramente difficile, per il professionista che si è preparato a 360° ed ha allenato le sue capacità, tutto questo diviene possibile e determina risultati concreti – alte performance – insieme ad uno stato di benessere individuale, gratificante e nutriente, che diviene contagioso.

I circoli viziosi conseguenze del distress si ri-orientano in percorsi virtuosi di eustress e l’individuo coltiva la sua felicità, contribuendo con successo con il suo lavoro, in una zona ottimale di rischio e progresso. Il segreto è ampliare la consapevolezza, riconoscere i comportamenti disfunzionali e agire con più ampie possibilità di scelta, per trasformare le criticità/i problemi in occasioni sfidanti di crescita individuale, relazionale, organizzativa.Brachi-3

La Resilienza, definita anche come Hardiness, rappresenta la capacità di persistere nel perseguire obiettivi difficili, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà relative. La Resilienza (termine indicante la proprietà che alcuni materiali hanno di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stati sottoposti a schiacciamento o deformazione) rappresenta “la capacità delle persone di far fronte a eventi stressanti, traumatici, di forte cambiamento, riorganizzando in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà”. È resiliente chi è disposto al cambiamento quando necessario. Dunque non solo “capacità di resistere”, ma anche di “ricostruirsi” per superare le avversità.

Gli individui con un alto livello di resilienza riescono a fronteggiare efficacemente le contrarietà e l’esposizione alle avversità sembra rafforzarle piuttosto che indebolirle, in quanto agiscono con ottimismo, flessibilità e creatività, facendo facilmente tesoro delle proprie e delle altrui esperienze.

L’individuo resiliente manifesta alcune caratteristiche specifiche: è un ottimista e tende a “leggere” gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida/opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni tende a non perdere mai la speranza.

La resilienza è una delle competenze dell’Intelligenza Emotiva è può essere appresa e potenziata in chiunque, migliorata sempre, sviluppando l’autostima, l’autoefficacia, l’abilità di tollerare le frustrazioni della vita senza lamentarsi, la gestione delle proprie emozioni, la capacità di risolvere problemi e produrre cambiamenti, per agire con coraggio, speranza, tenacia e senso dell’umorismo.
La formazione “empowerment oriented” è attualmente una priorità indispensabile per essere efficaci, resilienti e capaci di fronteggiare adeguatamente le sfide. Ogni professionista oggi, in particolare in un ambito complesso e delicato come quello sanitario, necessita di aiuto e supporto come accade nei LAB TRAINING – contesti auto conoscitivi esperienziali caratterizzati da spazi e tempi protetti – in cui attivare riflessività, “imparare ad imparare”, sviluppare competenze comunicativo-emotivo-relazionali, padroneggiare l’intelligenza emotiva, divenire resilienti.

I LAB TRAINING sono contesti formativi, fortemente coinvolgenti, sfidanti e partecipativi, in cui apprendere strategie e strumenti per l’eccellenza professionale, in cui affinare le Non Technical Skills ed attivare la response-ability, l’abilità di rispondere (senza reagire con meccanismi difensivi reattivi arcaici di sequestro emozionale es. attacco, fuga ed immobilità/impotenza), in cui attivare “la via alta”, tipica dell’essere umano, agendo strategie di coping funzionali e contestualizzate.

La formazione, gestita da un senior trainer esperto di contenuti e di processi di apprendimento in età adultà, diviene lo strumento per un processo di accompagnamento, di tutela, di supporto all’attraversamento di dimensioni e situazioni, operative ed organizzative, in cui scegliere la speranza rispetto alla rassegnazione, la “giusta distanza relazionale”, per agire con coraggio, lasciando andare disfunzionalità, paure e lamentele.
La capacità di comunicare con efficacia con noi stessi e con gli altri e quindi ampliare e consolidare le competenze di padronanza personale e influenza relazionale diviene un must per promuovere il benessere e la salute nei luoghi di lavoro.

La gestione dello stress è una Life Skills – una competenza per vivere – assolutamente indispensabile, con ricadute significative in ogni ambito e pertanto merita il giusto riconoscimento ed investimento in educazione per facilitare individui, gruppi, organizzazioni a trasformare il di-stress in eu-stress, il veleno in medicina.

Bibliografia e sitografia di approfondimento:

De Carlo N. A., Falco A, Capozza D. (a cura di), Stress, benessere organizzativo e performance. Valutazione & Intervento per l’Azienda Positiva, Franco Angeli, Milano, 2013.

Trabucchi Pietro, Resisto dunque sono. Chi sono i campioni della resistenza psicologica e come fanno a convivere felicemente con lo stress, Corbaccio, Milano, 2007.

https://www.healthy-workplaces.eu/it/ Sito ufficiale di riferimento per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro-correlato.

https://www.healthy-workplaces.eu/it/tools-and-resources/a-guide-to-psychosocial-risks Suggerimenti e strumenti con video, definizioni, pubblicazioni, etc.

http://www1.ispesl.it/focusstresslavorocorrelato/Per_Approfondire.asp Documentazione e link di interesse.