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Già al tatto è possibile riconoscere embrioni giusti

Possibile svolta per la fecondazione artificiale
Per capire se un embrione è adatto all’impianto in utero basta sentirlo al tatto, un po’ come si fa per scegliere la frutta matura al mercato: la consistenza dell’ovulo appena fecondato è infatti in grado di rivelare le sue probabilità di sopravvivenza con un’accuratezza del 90%, aumentando le possibilità di riuscita della gravidanza. Lo dimostrano gli esperimenti condotti sui topi dai ricercatori dell’Università di Stanford, in California.

Se i risultati dovessero essere confermati anche nell’uomo, allora potrebbero imprimere una svolta nelle pratiche di fecondazione artificiale, aumentando le probabilità di successo e riducendo il rischio di gravidanze plurigemellari, come spiegano gli stessi autori su Nature Communications.

”Molti gemelli nascono proprio perché non sappiamo quali embrioni avranno successo e ne impiantiamo più di uno alla volta”, spiega la coordinatrice dello studio, Livia Yanez. ”Così aumenta il rischio di complicanze per le mamme e i bambini, nonché la mortalità neonatale. Per questo – aggiunge – volevamo mettere a punto un semplice test meccanico che potesse accertare le chance di sopravvivenza con un’accuratezza tale da permettere al medico di impiantare un solo embrione”.

I ricercatori hanno dunque preso una comune pipetta da laboratorio e hanno provato a schiacciare leggermente gli ovuli di topo appena fecondati, per misurare la loro consistenza. Poi li hanno messi in un liquido di coltura per farli crescere ancora fino allo stadio di blastocisti e li hanno nuovamente valutati per morfologia e velocità di accrescimento, proprio come si fa normalmente per selezionare gli embrioni adatti all’impianto in utero.
Hanno così scoperto che la consistenza è in grado di predire le chance di sopravvivenza dell’embrione fino allo stadio di blastocisti con un’accuratezza del 90%. Dopo l’impianto in utero, hanno addirittura osservato che gli embrioni giudicati idonei con una semplice ‘tastatina’ avevano il 50% di probabilità in più di dare il via ad una gravidanza di successo rispetto agli embrioni scelti con i tradizionali criteri di selezione.