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Il giorno della nascita è il più critico per madre e figlio, muoiono 303mila

Il risultato è che spesso i paesi non conoscono il numero esatto di decessi né le loro cause, e quindi non sono in grado di prendere provvedimenti efficaci e tempestivi per prevenirle. 
I rapporti ufficiali sottostimano la reale portata della mortalità materna fino al 30% nel mondo e del 70% in alcuni paesi. “Dobbiamo far sì che tutte le nascite e morti siano contate – commenta Ian Askew, dell’Oms – e capire come prevenirle in futuro, indipendentemente da dove accadano”.
A tal fine l’Oms ha appena pubblicato 3 documenti per aiutare i paesi a migliorare la raccolta dei dati sulle morti materne e neonatali. Il primo è sul sistema standard di classificazione, in modo ad esempio da collegare le condizioni della donna incinta, come diabete e ipertensione, alle morti durante il parto. Prima non c’era un sistema di classificazione comune ai paesi ricchi, a basso e medio reddito. 
L’altra pubblicazione è una guida su come analizzare le morti individuali, per implementare possibili soluzioni.
Il terzo documento è invece finalizzato a rinforzare i processi di revisione della mortalità materna in ospedali e cliniche.