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Girini ciechi tornano a vedere con trapianto occhio sulla coda

Connessioni nervose rigenerate da un farmaco già testato sull’uomo

Girini ciechi riescono a vedere grazie a un occhio innestato sulla coda e innervato utilizzando una molecola che aiuta a creare le connessioni nervose, un farmaco già in uso sull’uomo ma con altre finalità. Il risultato ottenuto dai ricercatori americani dell’Allen Discovery Center di Tuft e pubblicato sulla rivista Regenerative Medicine apre concretamente le porte all’uso della medicina rigenerativa per ricreare le connessioni nervose in caso di lesioni o di trapianto. 

“Uno dei maggiori problemi nei trapianti – ha spiegato Cinzia Marchese, esperta in Medicina rigenerativa alla Sapienza di Roma – è fare in modo che l’organo trapiantato possa integrarsi con il tessuto ospite. Il grande risultato di questa ricerca è che sono riusciti a far stabilire delle connessioni nervose con il sistema ospite senza alterarlo”. 

La chiave del successo è in una particolare molecola chiamata Zolmitriptan, capace stimolare lo sviluppo dei neuroni e già usato come farmaco per il trattamento di alcuni casi di cefalee. Per verificarne gli effetti i ricercatori hanno eseguito una serie di test su un gruppo di girini a cui era stato trapiantato un occhio sulla coda. 

I risultati hanno indicato che nei girini trattati con il Zolmitriptan l’occhio trapiantato stabilisce nuove connessioni nervose permettendo ai girini di vedere, ossia riconoscere i colori e il movimento di alcune figure geometriche. “Una scoperta che offre grandi potenzialità – ha detto Marchese – che potrebbe rendere possibile riparare danni ai neuroni motori o addirittura poter trapiantare cellule nervose per ricostruire interi tratti mancanti”.