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Il Benessere influenza l’intelligenza?

L’intelligenza è in qualche modo correlata con il benessere e con la salubrità del contesto in cui si cresce? Secondo molti studi si. L’ultima ricerca, è stata pubblicata sulla rivista JAMA Pediatrics da alcuni ricercatori della University of Wisconsin-Madison e sembra fornire l’ennesima conferma a questa tesi.

Gli scienziati americani hanno analizzato con risonanza magnetica la materia grigia di 389 bambini e adolescenti tra i 4 e i 22 anni, scoprendo che, tra coloro che vivevano al di sotto del livello di povertà, il volume era dell’8-10% inferiore alla media. Un gap, però, facilmente colmabile con un giusto approccio da parte dei genitori.

“E’ solo tra quelli molto poveri che notiamo la differenza”, sottolinea Seth Pollak, professore di psicologia e coautore dello studio. “Poco è noto circa i meccanismi alla base dell’influenza del disagio economico sul rendimento scolastico”, però, conclude, “lo sviluppo del cervello sembra sensibile all’ambiente del bambino e al nutrimento. Questo suggerisce che migliorare il contesto in cui cresce può modificare il legame tra povertà e deficit cognitivi”.

La conferma arriva da Stefano Vicari, responsabile dell’Unità operativa di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. “Quando si parla di povertà economica si sottende spesso una povertà culturale e sociale, intesa come carenza di stimoli. Anche una corretta alimentazione gioco un ruolo importante, perché cibi molto calorici e poveri in nutrienti influiscono sullo sviluppo neurologico. Inoltre l’obesità, più frequente nei contesti più poveri, implica minor movimento e minor movimento provoca uno sviluppo cognitivo più lento”. Il suggerimento dell’esperto è, quindi, alle istituzioni. “Quanto più si investe sulla formazione dei genitori a basso livello economico, tanto più il bambino viene stimolato correttamente e si assicura un miglior rendimento scolastico”.