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Il circuito della ricompensa modula anche il sistema immunitario

I recenti studi sul sistema neurale dopaminergico della ricompensa dimostrano la connessione esistente tra la sua attivazione ed il comportamento del sistema immunitario anche nel contesto oncologico.

Abstract

Il ruolo del sistema dopaminergico della ricompensa è stato recentemente approfondito, aggiungendo alla sua principale funzione di complessa architettura previsionale di apprendimento anche quella fondamentale di modulazione del sistema immunitario definendo la fitness e la nostra qualità di vita.

Abstract

The role of the dopaminergic reward system has recently been deepened by adding to its main function of a complex predictive architecture of learning goal-directed behaviors, even the fundamental one of a system that modulates the immune system determining fitness and our quality of life.

Autore

Dott. Massimo Agnoletti – Psicologo, Dottore di ricerca Esperto di Stress, Psicologia Positiva e Epigenetica, Formatore/consulente aziendale, Presidente PLP-Psicologi Liberi Professionisti-Veneto, Direttore del Centro di Benessere Psicologico, Favaro Veneto (VE).


La complessa architettura neurale del sistema nervoso centrale, che costituisce il sistema dopaminergico, è centrale per i suoi profondi effetti sulla motivazione (e tutti i comportamenti finalizzati ad uno scopo intenzionalmente definito), e per la profonda influenza che essa possiede nei confronti del funzionamento del nostro sistema immunitario.

Vediamo ora brevemente cosa sapevamo finora sul sistema dopaminergico e cosa è stato scoperto solo recentemente negli ultimi quattro anni permettendo di capire anche la sua funzione fondamentale per il sistema immunitario.

Sappiamo, da quindi anni circa, che il sistema dopaminergico è basilare per l’elaborazione di processi mentali come l’attenzione, l’arousal, il movimento muscolare intenzionalmente guidato, il meccanismo di gratificazione utile per comprende lo sviluppo delle dipendenze patologiche, la sindrome di Parkinson, l’ADHD (disturbo da deficit attentivo)(Björklund & Dunnett, 2007; Björklund & Lindvall, 1984; Klanker et al., 2013; Floresco &Magyar,2006).

Il circuito dopaminergico rappresenta una struttura di apprendimento “esperienza dipendente” che modifica continuamente, attraverso dinamiche epigenetiche, la sua stessa rete neurale, determinando le motivazioni che orientano le scelte comportamentali che esprimiamo.

La dinamica dell’apprendimento espresso dal circuito dopaminergico genera un’associazione tra l’aspettativa ed il premio/gratificazione effettivamente raggiunto modificando epigeneticamente i neuroni che includono nella propria struttura i recettori della dopamina (Agnoletti, 2019a).

L’attivazione del circuito dopaminergico della gratificazione è più connesso con la sensazione di controllo percepito (Agnoletti, 2019a) che esperiamo (derivante dalla consapevolezza della corrispondenza tra aspettativa e stimolo percepito) che con la sensazione vera e propria di piacere edonistico conseguente il raggiungimento di un obiettivo (per esempio nel gustarci il cibo preferito o nel fare l’amore).

Anche dal punto di vista anatomico, i meccanismi neurali che realizzano i comportamenti di motivazione nel ricercare attivamente una ricompensa e quelli che si attivano funzionalmente mentre proviamo piacere in seguito al raggiungimento della ricompensa stessa, sono differenti anche se spesso esperienzialmente sono attivati quasi contemporaneamente (Berridge, 2004; Berridge, 2007; Berridge&Aldridge, 2008; Robinson et al. 2016).

A prova della natura complessa e in parte indipendente del funzionamento del sistema dopaminergico nei confronti dell’esperienza edonistica stessa, vi sono anche gli studi che hanno dimostrato come, in alcuni contesti, l’attivazione del sistema della ricompensa abbia come priorità la soddisfazione di un bisogno legato alla curiosità (un soddisfacimento puramente informativo)a scapito di uno strettamente edonistico (Bromberg-Martin & Hikosaka, 2009; Niv & Chan, 2011; Kobayashi & Hsu, 2019).

Oltre alla funzione strettamente motivazionale e finalizzata al raggiungimento di scopi significativi, il sistema dopaminergico è stato solo recentemente connesso al concetto di benessere ed alla salute psicofisica.

Cito qui in merito questa nuova prospettiva l’ipotesiche un sostenuto grado di attivazione del circuito della ricompensa in risposta ad esperienze positive fosse alla base del benessere e della regolazione adattiva dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (Heller et al., 2013), struttura assolutamente centrale per la nostra fitness.

Altro studio degno di nota che lega i livelli di attivazione del sistema dopaminergico alla salute psicofisica dell’organismo umano è quello dove è emersa una connessione tra le citochine infiammatorie circolanti a livello ematico ed i livelli di dopamina presenti nel cervello con i conseguenti effetti sul funzionamento del sistema dopaminergico e quindi sulla motivazione umana (Treadway, Cooper & Miller, 2019).

È solo però attraverso i due studi, che vedremo qui di seguito, pubblicati negli ultimi quattro anni che si è finalmente compreso e dimostrato quanto il sistema dopaminergico possa determinare l’efficacia del sistema immunitario fornendo anche preziose informazioni relative il meccanismo fisiologico coinvolto.

Nel 2016 i ricercatori del Technion-Israel Institute of Technology hanno pubblicato uno studio (Ben-Shaanan et al., 2016) dove hanno dimostrato come, in seguito all’attivazione del sistema della ricompensa (più precisamente area tegmentale ventrale -VTA), il sistema immunitario (sia innato che adattivo) dei topi era significativamente più efficiente nel combattere un’infezione batterica (Escherichia coli).

Lo stesso gruppo di ricerca, due anni dopo, ha scoperto che incrementando l’attivazione del sistema di ricompensa del cervello, il volume e la massa di due tumori maligni (Lewis lung carcinoma e melanoma) indotti precedentemente sui topolini era significativamente ridotta (del 46% relativamente la massa) dimostrando la maggiore efficacia prodotta sul sistema immunitario dalla struttura neurale dopaminergica (Ben-Shaanan et al., 2018).

In questo studio si è compreso il ruolo fondamentale del sistema dopaminergico nel comunicare con le cellule immunitarie del midollo osseo (Myeloid derived suppressor cells – MDSCs) inducendo quindi una risposta antitumorale molto aggressiva nei confronti delle cellule che compongono le due tipologie di tumori sperimentate.

In passato la relazione tra lo stato emotivo di una persona ed il cancro era stata dimostrata, ma principalmente in relazione a stati emotivi negativi (distress cronico e depressione) e, anche in questi casi, senza l’identificazione di una mappatura fisiologica relativa il meccanismo d’azione implicato.

Chiaramente le ricerche citate del gruppo israeliano aprono la strada a notevoli potenziali scenari clinici e di promozione del benessere psicofisico per le possibilità che offrono nell’influenzare positivamente la salute dell’organismo umano inteso come globalità bio-psico-sociale.

Diversamente da una certa piuttosto diffusa disinformazione (anche a livello accademico)presente anche recentemente che considera il sistema dopaminergico quasi unicamente come promotore di fattori negativi per la salute ed il benessere quali lo sviluppo di dipendenze patologiche (Agnoletti, 2019c), il ruolo di questa complessa architettura neurale sembra essere sempre più complesso e centrale anche in senso positivo per promuovere il benessere psicofisico umano.

La positiva e salubre manipolazione strategica dei circuiti dopaminergici indotta nelle persone rappresenta uno scenario dove il settore della psicologia può contribuire significativamente mettendo a disposizione la grande letteratura scientifica già presente (Agnoletti & Formica, in press; Agnoletti, 2019b) relativa le esperienze emotivamente positive, anche in termini di aspettative, che prevedono un’alta attivazione dopaminergica (il gioco, il Flow, etc.). 

Sebbene molti passi devono ancora essere fatti sia per identificare la completa catena causale attraverso la quale avvengono i risultati dimostrati dagli esperimenti citati sia per traslarli nel contesto umano, rimane il fatto che il significato in termini di potenziale miglioramento della salute ed il benessere umano derivante da queste scoperte è assolutamente molto promettente.

BIBLIOGRAFIA

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