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IL CORSO DI LAUREA IN MEDICINA, DAL 2016, PASSERA’ A 5 ANNI

Dal 2016 occorreranno cinque anni, invece degli attuali sei per laurearsi in medicina. La cosa era nell’aria già da qualche tempo, ma l’annuncio di Rossana Ugenti, Direttore generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio sanitario nazionale presso il Ministero della Salute fuga ogni dubbio.

Il Ministero della Saluta si avvia così a recepire a la Direttiva europea 2013/55 che consente agli stati membri di ridurre gli anni del corso di laurea in medicina da 6 a 5, lasciando invariato il numero di ore formative. Secondo quanto annunciato dal ministero, il numero delle ore formative dovrebbe essere di 5mila, contro le 5.500 dell’attuale corso di laurea in medicina in 6 anni.

Da tempo l’Ordine chiede che l’abbreviazione del ciclo di studi venga raggiunta con un insieme di interventi. Gli effetti del passaggio da 6 a 5 anni di laurea annunciato oggi si sommano alla riduzione di un anno delle specializzazioni, recentemente ottenuta grazie ad un intervento del Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini.

“Il recepimento della Direttiva europea è l’ennesimo importante passo verso la riduzione complessiva del corso di studi e verso percorsi formativi di accesso al mondo del lavoro che mettano i giovani medici italiani in grado di competere ad armi pari con i colleghi stranieri – sottolinea Filippo Anelli, Presidente dell’Omceo di Bari –. Un eventuale passaggio della scuola superiore a 4 anni, come da tempo auspicato dall’Ordine, permetterebbe complessivamente un ingresso anticipato nel mondo del lavoro di 3 anni, allineando l’Italia al resto dei paesi europei”.

“Nella direttiva che sarà recepita a gennaio 2016 il corso di laurea in medicina sarà ridotto a 5 anni. Già a febbraio 2015 c’è stato il riordino delle scuole di specializzazione riducendo gli anni per specializzarsi. Ma bisognerebbe anche ridurre il numero di accesso a medicina” – dichiara Rossana Ugenti –. Quest’anno ci sono state 6000 borse per la specialistica a fronte di 9000 laureati. Bilanciare gli interessi con l’Università non è facile: quest’anno c’è già stata la riduzione del numero di accesso per non avere disoccupati”.