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Il movimento del Dna in 3D

Catturata la prima immagine in 3D di un singolo frammento di Dna: legato alle estremità a due nanoparticelle d’oro, mostra tutta la sua flessibilità assumendo diverse conformazioni in una specie di ‘ola’ molecolare.

L’hanno ripresa in alta definizione i ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory, in California, grazie ad una nuova tecnica di visualizzazione che in futuro potrà avere molte applicazioni, che vanno dallo studio delle proteine anomale pericolose per la salute fino alla creazione di macchine molecolari da usare per il trasporto dei farmaci nel corpo umano o come componenti della memoria dei computer.

La tecnica di imaging, descritta su Nature Communications, si chiama Ipet (Individual-Particle Electron Tomography) e permette di ottenere un’immagine tridimensionale della molecola rielaborando immagini bidimensionali prese da diverse angolazioni. In precedenza era già stata sperimentata per studiare la struttura di una proteina chiave nel metabolismo del colesterolo e per osservare la flessibilità di un’altra proteina del corpo umano, l’immunoglobulina 1.

Per immortalare la ‘ola’ del Dna, invece, i ricercatori californiani hanno preso dei microscopici segmenti di Dna (lunghi appena 84 ‘lettere’) e li hanno attaccati per le estremità a dellenanoparticelle d’oro. Queste strutture sono state rapidamente ‘congelate’ ed esaminate con un potente microscopio: le immagini sono state quindi rielaborate grazie ad un sofisticato software che ha ricomposto la struttura in 3D nei più piccoli dettagli (grandi due milionesimi di millimetro) restituendo perfino i movimenti e la flessibilità della molecola della vita.

”Non avevamo la più pallida idea di come si sarebbe presentato il Dna tra le nanoparticelle d’oro”, racconta il coordinatore dello studio, Gang Ren. ”Questa è la prima volta che viene osservato direttamente un frammento di Dna a doppia elica in 3D”.