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Il primo sguardo dentro un organo vivo

Grazie alla supervista a ultrasuoni

Gettato il primo sguardo sulla rete di vasi sanguigni attiva all’interno di un organo vivo, senza usare ne microscopio nè biopsie: è stato possibile grazie ad una tecnica basata su ultrasuoni che permette di vedere anche i più sottili capillari. Il primo organo osservato ‘dal vivo’ è stato il cervello di un ratto. Pubblicata sulla rivista Nature, la ricerca è stata coordinata da Mickael Tanter, dell’istituto Langevin di Parigi.

Vedere all’interno di un organo vivo è possibile da più di mezzo secolo grazie all’invenzione dell’ecografo, lo strumento che usando delle onde acustiche riesce e creare una ‘mappa’ interna dei tessuti senza lesionarli. Nel tempo la capacità di questi strumenti è migliorata moltissimo, ma si è ormai raggiunto il limite massimo teorico della potenza degli ecografi.

A eliminare questa barriera potrebbe però essere il nuovo strumento ispirato al funzionamento dei più moderni microscopi, la cui invenzione è stata premiata nel 2014 con il Nobel. Grazie a questo approccio completamente nuovo e all’uso di microscopiche bollicine di gas nel sangue dell’organo da visualizzare i ricercatori francesi sono riusciti a polverizzare qualsiasi record degli ecografi attuali raggiungendo una risoluzione di appena 1 micrometro, quasi 10 volte meno della dimensione di un globulo rosso.

Uno degli inconvenienti di questa tecnica è la necessità di dover iniettare nel sangue un mezzo di contrasto, in questo caso delle microbolle, ma lo studio potrebbe aprire alla creazione di un nuovo potentissimo strumento di analisi che unisce la potenza di un microscopio alla comodità di un ecografo