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Il sangue è più veloce’ del previsto

Si forma rapidamente, contro ogni previsione

Il sangue è ‘veloce’, contro tutte le teorie finora consolidate: le sue cellule si sviluppano in modo più rapido di quanto si credesse, richiedendo un numero minore di passaggi intermedi e seguendo vie diverse nello sviluppo del feto e nell’età adulta. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science, rompe uno dei ‘dogmi’ esistenti almeno dagli anni ’60, e apre nuove prospettive per arrivare in futuro alla produzione di sangue artificiale.

Secondo la teoria consolidata da quasi 60 anni, i diversi tipi di cellule del sangue si formano secondo una ‘gerarchia’ definita di passaggi, il cui punto di partenza sono le cellule staminali multipotenti (in grado cioè di originare tutte le cellule del sangue come eritrociti, piastrine, leucociti), per poi differenziarsi sempre di più attraverso le cellule oligopotenti (che danno origine alle linee linfoidi o mieloidi) e poi unipotenti (che si differenziano in un singolo tipo di cellula). A dimostrare che le cose non stanno così è l’esperimento condotto in Canada, dal gruppo della University Health Network di Toronto coordinato da John Dick.

Gli esperimenti hanno dimostrato che i diversi tipi di cellule del sangue si formano velocemente già dalle staminali, e non nei vari passi successivi. I risultati rovesciano anche la convinzione che il sangue sia stabile una volta formato. In realtà il sistema sanguigno cambia tra l’inizio dello sviluppo e l’età adulta. Un risultato cui si è arrivati dopo aver mappato la potenziale ‘discendenza’ di circa 3.000 singole cellule prelevate da 33 diverse popolazioni di staminali e cellule progenitrici, ricavate da campioni di sangue umano preso in vari stadi ed età della vita.

”Questo studio dimostra che i passaggi classici nelle varie tappe di formazione delle cellule del sangue possono non avvenire e che nel feto dalle staminali la formazione dei diversi tipi di cellule del sangue è più diretta”, commenta Ruggero De Maria, direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena di Roma. ”Un risultato che potrebbe servire in futuro a rendere più semplice la produzione di sangue artificiale, in particolare di piastrine e globuli rossi”.